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Parlare con l’auto grazie a Casey

L’incremento dei sistemi di bordo, negli ultimissimi anni sono aumentati in modo esponenziale, se da un lato è una svolta tecnologica dall’altro può diventare un problema di sicurezza. Oggi, infatti, possiamo inserire disinserire tante applicazioni di ausilio alla guida, personalizzare il proprio quadro strumenti, cambiare l’illuminazione interna dell’auto, parlare al telefono, leggere email, condividere la propria posizione con amici o navigare in internet tuttto questo però, se da un lato ci apre ad un utilizzo più connesso dell’auto, dall’altro aumenta drammaticamente i rischi di distrazione alla guida, che sono sempre più spesso causa di incidenti. Per ridurre le distrazioni alla guida, ormai quasi tutti i costruttori di auto prevedono comandi vocali. Questi però hanno un uso molto limitato, soprattutto perché il conducente si deve attenere ad una rigida sintassi. Inoltre si deve essere particolarmente attenti alla pronuncia.

Prendendo spunto da Siri di Apple, piuttosto che da Google o Cortana o Alexa, Bosch offre agli automobilisti un vero assistente vocale, dal nome Casey. In realtà il nome può essere personalizzato dall’utente.

Casey risponde a frasi pronunciate in modo naturale come si farebbe ad un’altra persona. A Casey puoi dire quello che vuoi nel modo che vuoi: capisce e parla 30 lingue diverse, compresi accenti e dialetti, con un totale di 44 voci femminili e 9 maschili. Casey non invia nessun dato sul cloud e rimane insieme al conducente anche in galleria, nelle zone con scarsa copertura o in altri paesi, perché non ha bisogno di nessun tipo di connessione dati esterna.

Nel contesto dell’intelligenza artificiale, Casey pensa ed impara. Se per esempio il conducente vuole chiamare “Paolo”, il sistema scorre i contatti automaticamente, prendendo in considerazione il luogo in cui si trova, l’ora e la situazione prima di rispondere. Se il conducente sta andando al lavoro, di mattina, “Paolo” probabilmente si riferisce ad un collega in ufficio, mentre lo stesso nome pronunciato di sera potrebbe indicare il migliore amico. Per accertarsene, Casey chiederà: “Ho trovato cinque contatti con il nome Paolo. Vuoi chiamare Paolo Rossi?”. Un’altra caratteristica di questa sofisticata tecnologia: il conducente può anche inserire l’indirizzo di destinazione in Francia in francese, senza dover apportare cambi manuali nelle impostazioni, come si fa su tutti i sistemi oggi in commercio. Un esempio: pronunciando “Portami a Champ de Mars, Cinq Avenue Anatole, Paris,” Casey capisce automaticamente la destinazione e calcola l’itinerario per la Tour Eiffel.

Sempre nell’ottica di ridurre la distrazione alla guida, Bosch sta anche sviluppando display digitali in grado di fornire al conducente solo le informazioni che servono nel momento in cui servono. Degli algoritmi intelligenti permettono di filtrare l’apprendimento e prioritizzare il contenuto, per esempio possono analizzare le condizioni della strada avvisando il conducente in caso di scarsa aderenza. Se le strade sono scivolose, al conducente viene inviato subito un avvertimento direttamente nel proprio campo visivo, mentre le informazioni meno importanti, come la stazione radio attuale, vengono trasferite su un altro display.

Altra fonte di grossa distrazione è rappresentata dall’utilizzo del sistema di infotainment, o del climatizzatore, i classici touchscreen e console centrali hanno il difetto di distrarre il conducente per immettere i comandi. Ad una velocità di 50 km/h, l’auto percorre 30 metri mentre il conducente non sta guardando la strada; a 120 km/h la distanza può aumentare fino a 60 metri. I display con feedback aptico su cui sta lavorando Bosch consentono un più semplice utilizzo. Per esempio: i tasti mostrati sul touchscreen sembrano dei veri e propri pulsanti. Esempi di comando aptico è un joystick con ritorno di forza (force feedback), un mouse in cui la rotellina si blocca quando il puntatore arriva ai margini dello schermo, o un display in braille utilizzato dai non vedenti. Il display aptico quindi fornisce la sensazione che l’utente stia regolando il volume usando un reale comando scorrevole. Ne consegue che il conducente può mantenere gli occhi sulla strada più a lungo. (Luca Capomacchia)

La Redazione Motor