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Volvo: è partita l’elettrificazione della gamma

Bologna – Come promesso diversi anni fa, Volvo ha iniziato il suo processo di elettrificazione, dandosi obiettivi ambiziosi, sostenibili e necessari per rispettare i limiti di emissioni previsti per il 2025. Lo sviluppo sostenibile è una delle idee fondanti della Casa svedese come dimostrano diverse iniziative intraprese negli ultimi anni, a cominciare dall’impegno di non usare più  plastica monouso in nessuna attività della compagnia entro il 2019, l’adesione all’iniziativa “Cleans Seas” delle Nazioni Unite e il progetto PlasticLess insieme a LifeGate., presentato pochi mesi fa.

Ovviamente, insieme a tutto questo vi è anche la volontà di produrre auto sempre più sostenibili, con il target ambizioso di vendere un milione di auto elettrificate nel mondo entro il 2025. L’elettrificazione rende le auto più potenti e contribuisce a ridurre le emissioni di gas di scarico e l’inquinamento dell’aria. È una forma di alimentazione più efficiente e sostenibile. Questo è il motivo per cui, nel 2017, Håkan Samuelsson, presidente e CEO di Volvo Cars, ha annunciato che dal 2019 ogni nuova Volvo avrà un motore elettrico.

E’ necessario però fare subito una precisazione: elettrificate non vuol dire vetture elettriche pure, ma che associano un unità elettrica ad una termica. Qui, bisogna distinguere le Mild Hybrid, nelle quali il motore elettrico è sempre e solo di supporto a quello a combustione interna, e le ibride plug-in, che consentono la marcia ad emissioni zero per diversi chilometri.

La produzione di Volvo può ora contare su due piattaforme di sviluppo: la più recente è la CMA, pensata per le compatte, la seconda è la SPA, concepita per favorire lo sviluppo delle auto elettrificate. Su quest’ultima si potranno sviluppare sia le auto mild hybrid (aiutate dal sistema di recupero dell’energia frenante), che le plug-in hybrid e le elettriche al 100%.

Tra le novità, come detto, l’introduzione del mild-hybrid per i modelli XC90 e XC60. Si tratta di un sistema che mette in connessione motore endotermico e motore elettrico, capaci di lavorare assieme. Queste soluzioni di tipo mild-hybrid offrono per la prima volta ai clienti l’avanzato sistema Volvo di frenata con recupero di energia cinetica, che è accoppiato con il motore a combustione interna per creare una nuova motorizzazione elettrificata integrata. Grazie a questa soluzione è possibile ottenere fino al 15 per cento di risparmio di carburante e di riduzione delle emissioni nella guida in condizioni di traffico reale.

Con l’introduzione della tecnologia ibrida, cambia anche la nomenclatura in casa Volvo, per poter riconoscere il tipo di motore di ogni singola auto, comune già avveniva per diesel e benzina. Le mild hybrid con sistema di recupero dell’energia frenante useranno la lettera “B”, da Brake Regeneration; le plug-in hybrid, come già noto, useranno invece la “T”, da “Twin Engine”; infine abbiamo le elettriche al 100% che arriveranno nei prossimi anni, che verranno caratterizzate dalla lettera “P”, da Pure Electric. (Ettore Rungo)

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La Redazione

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