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Al volante del nuovo Mazda CX-5

Il SUV giapponese ha rappresentato, fin dal lancio della prima versione nel 2012, il 25% delle vendite, un successo che si è ripetuto nel corso degli anni anche grazie all’arrivo della nuova versione, oggetto della nostra prova.

Equipaggiato con il motore 2.2 diesel da 175 CV, con cambio automatico a 6 rapporti, il SUV giapponese si è messo in evidenza per i bassi consumi, il comfort di bordo e l’agilità di guida, anche se il peso della vettura si fa sentire soprattutto in frenata, non troppo modulare; raggiunge una velocità massima di 208 Km/h con  consumi che si attestano sui 5,4 litri ogni 100 km nel ciclo misto.

Su questo motore sono stati impiegati iniettori piezoelettrici multi foro ad alta pressione, capaci di attuare fino a 9 iniezioni per combustione, e pistoni ovali che facilitano il raggiungimento della necessaria precisione d’iniezione del carburante e del rapporto di compressione di 14:1, richiesto per una combustione ideale, il più basso in assoluto tra tutti i motori diesel prodotti attualmente.

Questo 2.2 sviluppa 150/175 CV di potenza  a 4.500 giri/min e una coppia di 380/420 Nm a 1.800-2.600 / 2.000 giri/min. La sua configurazione a doppio turbo è concepita per garantire un ritardo minimo, una spinta possente ai medi regimi e limite di fuorigiri a 5.500 giri/min.

Particolarmente silenzioso l’abitacolo anche durante la marcia ad elevate velocità e la prontezza di risposta che si è ottenuta grazie allo sviluppo delle tecnologie SKYACTIV-BODY, SKYACTIV-CHASSIS e SKYACTIV VEHICLE DYNAMICS. In particolare la rigidità della scocca, aumentata del 15% rispetto al modello precedente, riduce il ritardo di risposta del corpo vettura agli interventi sul volante. La guida fluida e piacevole della nuova CX-5 è anche il frutto dell’introduzione del sistema G-Vectoring Control (GVC) che utilizzando il controllo integrato di motore, trasmissione e telaio per migliorare il collegamento tra vettura e conducente, varia la coppia del motore per ottimizzare il carico su ciascuna ruota. In pratica quando si entra in curva sotto potenza, il GVC riduce momentaneamente la quantità di coppia trasmessa alle ruote anteriori, trasferendo cosi più peso sull’asse anteriore; tutto ciò aumenta l’aderenza degli pneumatici anteriori, consentendo così alle ruote anteriori di girare con maggiore precisione. In seguito, quando il conducente mantiene un angolo di sterzata costante, il GVC recupera immediatamente la coppia motrice, trasferendo così il carico sulle ruote posteriori e migliorando la stabilità del veicolo. Questa serie di trasferimenti di carico consente di ottenere molta più aderenza sia sugli pneumatici anteriori che su quelli posteriori, migliorando la reattività e la stabilità del veicolo in funzione delle intenzioni del conducente.

Esteticamente il SUV Mazda rappresenta un’evoluzione della precedente versione, mentre internamente la novità principale riguarda il nuovo display centrale da 7 pollici, il primo in assoluto su una Mazda che adotta un collegamento ottico per abbinare il display a cristalli liquidi ed il pannello a tocco, il che elimina i riflessi e presenta immagini più chiare.

Il volante di nuova generazione è più confortevole da impugnare ed ha la corona riscaldata, disponibile in opzione così come il parabrezza anteriore che ora è dotato di sistema di decongelamento tergicristalli ed un sistema automatico che fa ripiegare verso l’interno gli specchietti retrovisori esterni quando si bloccano le porte utilizzando il telecomando.

La versione del CX-5 provata era la Exclusive con trazione AWD, il cui costo è di 39.850 euro, a cui vanno aggiunti 2.000 euro per il cambio automatico a 6 rapporti. (fdc)

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La Redazione Motor