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Diesel C.A.R.E. by Bosch: il destino del motore a gasolio non è ancora scritto!

Ovunque oramai, in Europa, si può osservare come le vendite di vetture a gasolio vengano associate ad un trend negativo, un declino – in parte dovuto anche al recente Dieselgate – che l’ingegnere tedesco Rudolf Christian Diesel, quando alla fine dell’Ottocento sperimentò e brevettò la sua creatura ad accensione comandata, non avrebbe mai potuto immaginare. Ma in questo clima di lacrime ed addii al gasolio, c’è chi invece ancora crede nelle sue potenzialità e lavora, parallelamente all’elettrificazione, anche sull’ottimizzazione di alcuni aspetti di questo propulsore.

È il caso Bosch, azienda che si sta adoperando verso una tecnologia diesel che risulti completamente rinnovabile, nome in codice diesel C.A.R.E. (CO2 reduction, Arctic grade, Renewable, Emission reduction). Il carburante in questione si offre come soluzione derivante principalmente da sottoprodotti e materiali di scarto, come oli da cucina riciclati e grasso, delineando quindi un prodotto che non proviene dalla classica filiera dei combustibili fossili, come invece siamo abituati con il diesel tradizionale. Diesel C.A.R.E. viene prodotto dalla compagnia petrolifera finlandese NESTE, specializzata in biocarburanti e, secondo la società partner Toolfuel che lo distribuisce in Germania, esso potrebbe ridurre le emissioni di CO2 di circa due terzi nel ciclo Well to Wheel, ovvero dal pozzo d’estrazione all’utilizzo quotidiano sulle vetture.

Cosa cambierebbe rispetto al diesel a cui siamo abituati però? Il diesel C.A.R.E. si presenta meno denso rispetto a quello convenzionale e con un’infiammabilità più elevata, il che costringe a dover redigere una normativa aggiuntiva – la EN 15940 – dedicata ai carburanti diesel paraffinici, in quanto necessario esaminare la compatibilità del carburante con tutti i componenti, così come i picchi di pressione che si hanno durante la combustione vera e propria.

Per il momento il diesel C.A.R.E. si sta sperimentando attraverso flotte di prova – ne danno un esempio dagli inizi di novembre, le auto aziendali in servizio per i membri del Board di Bosch – ma allo stato attuale non è ancora distribuito su larga scala e quindi non presente alle stazioni di rifornimento. Si può anticipare però come, per via della catena di produzione che si cela dietro al combustibile, il prezzo che verrà offerto al pubblico potrebbe rivelarsi leggermente più alto rispetto al diesel convenzionale. (Lorenzo Pollini)

 

La Redazione

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