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In questo 2019 Citroen festeggia cento anni di avanguardia

Cade quest’anno il centenario Citroën che ha presentato la sua prima vettura nel maggio del 1919. Il primo secolo della Casa francese non è la solita ricorrenza, è la storia di un uomo e di una Casa che a forza di innovazioni hanno occupato un posto fondamentale nello sviluppo tecnologico dell’automobile. La sua prima automobile, la Tipo A viene costruita nello stabilimento di Quai de Javel, dove in origine si producevano armi, trasformata da Citroën, ispirandosi al modello industriale americano.

La Tipo A è la prima vettura francese con volante a sinistra, e la prima fornita completa di illuminazione, avviamento elettrico, ruota di scorta, ecc. La successiva B2 ha un suo posto nella storia con gli “autochenniles”, i cingolati equipaggiati con i motori Citroën-Kegresse-Hinstin che diventano celebri come protagonisti delle “Crociera Nera” in Africa e la “Crociera Gialla” in Asia.

La Tipo A

B10 e B12 sono le prime Citroën con carrozzeria interamente in acciaio, B14 con impianto frenante servoassistito. Da ricordare anche la 5CV, che vanta tra le altre anche la carrozzeria “a trifoglio”. Nell 1933 Citroën costruisce la nuova fabbrica, moderna e in anticipo coi tempi. Ma è l’ultimo exploit, per completare il quale deve intervenire finanziariamente Michelin. Andrè Citroën, che muore il 5 luglio 1935 a soli cinquantasette anni lascia in eredità un autentico capolavoro: la Traction Avant con soluzioni tecniche rivoluzionarie: trazione anteriore, telaio monoscocca, sospensioni a barra di torsione, forme aerodinamiche, freni a comando idraulico, motore con valvole in testa, sterzo a cremagliera!

I “padri” della “Traction” sono  André Lefebvre, che hanno convinto Citroën a “presentare oggi l’automobile di domani”, tanto da rimandare l’altra grande idea che ha tanto a cuore, la piccola vettura di grande diffusione con motore piatto due cilindri contrapposti, che più tardi originerà la 2CV, il geniale ingegnere Maurice Sainturat, progettista del motore quattro cilindri – 1303 cc, lo scultore italiano Flaminio Bertoni che disegna la carrozzeria, per la prima volta priva di predellini. La stessa Madame Citroën,  per i sedili suggerisce per i sedili un tessuto che richiama il jersey di Coco Chanel.

La Citroen Traction

Le redini dell’azienda passano a Pierre Boulanger, che rilancia l’altro grande progetto caro al fondatore: la Tout Petit Voiture. La 2CV è già pronta in pre-serie prima della guerra, ma dovrà aspettare fino al Salone di Parigi del 1948 per presentarsi al pubblico con la sua carrozzeria minimalista ma sbarazzina, il piccolo motore bicilindrico raffreddato ad aria, una sospensione e un telaio robusti che permettono di andare ovunque in piena libertà. La 2CV diventa addirittura un modo di essere. Nel 1977 raggiunge i 4 milioni di unità costruite. Dalla 2CV nasceranno una serie di “nipotine”: la Dyane, la Mehari, la LN e persino la Visa!

Anche Boulanger scompare prematuramente in un incidente stradale. Gli subentra un altro dirigente illuminato Pierre Bercot.

Il 6 ottobre 1955 nei saloni del Grand Palais agli Champs Elysées in occasione del Salone di Parigi fa la sua prima straordinaria apparizione la “Dea” – Déesse in francese – ovvero la Citroën DS19 destinata a lasciare un segno indelebile.

La DS

Sono ancora Andrè Léfevre e Flaminio Bertoni a ideare questa straordinaria vettura. Dell’equipe fa parte anche un altro tecnico italiano Walter Becchia che si occupa del motore, mentre Paul Mages lavora sulle sospensioni, che con la “scultura” della carrozzeria rappresenteranno uno dei punti clou del nuovo modello.

La DS sarà protagonista anche a livello sportivo nelle più probanti competizioni stradali, al Rally di Montecarlo, al Rally del Marocco, al Tour de Corse e alla Liegi-Sofia-Liegi.

Si susseguono altre “regine” a partire dalla SM: motore Maserati sei cilindri, sospensioni idropneumatiche, freni a disco sulle quattro ruote, sterzo servoassistito sensibile alla velocità – 230 km/h la massima – e una linea elegante e aerodinamica. Purtroppo a tarpare le ali alla SM arriva la crisi petrolifera, con una situazione che porterà poi all’accordo con Peugeot e alla nascita di PSA. Il tema dell’ammiraglia verrà ripreso dalla CX, che deve il suo nome alla scorrevolezza aerodinamica della sua bella carrozzeria, alla successiva XM con sospensioni intelligenti, e la C6.

Negli altri segmenti l’ottima GS, subito ribattezzata “la piccola DS”, la BX del 1982, con la carrozzeria che adotta elementi in plastica, e la ZX di inizio anni 90 che propone un retrotreno autodirezionale. Con la ZX Rally Raid Citroën rinnova la sua tradizione sportiva e vince le grandi maratone africane a partire dalla Parigi-Dakar. Con la Xantia debutta un’evoluzione della sospensione idroattiva che apre ulteriori frontiere nel campo della tenuta di strada.

La gamma del Double Chevron con la Saxo nella gamma inferiore e la Xsara nel segmento medio. Proprio la Xsara vince i primi campionati mondiali Rally Piloti e Costruttori Citroën con Sébastien Loeb.

E siamo ormai ai giorni nostri! con i nuovi modelli della serie C, con l’accattivante C3, best-seller di mercato, la recentissima Aircross, C4, la nuova Cactus ecc.

In questo 2019 quindi folto è il CALENDARIO DEGLI EVENTI attraverso i quali si festeggieranno i 100 del Marchio del Double Chevron che potete leggere qui. (Franco Carmignani)

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L’ingranaggio a doppia freccia
Andre Citroen
La Citroen 2CV
 
 
 
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La Redazione Motor