venerdì , novembre 16 2018
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Una giornata all’insegna della guida sicura

Campagnano di Roma – Sveglia alle 6 e 30. Il tempo di una doccia, un caffè e si parte. 58 km ci separano dalla nostra destinazione, ma fortunatamente sono in ottima compagnia, ed il borbottio sinfonico dell’Abarth 595 di Daniele – fotografo per un giorno – su cui viaggiamo è la giusta sveglia mattutina, pronta a coccolarci fino all’autodromo di Vallelunga: guarda caso proprio la nostra destinazione. Niente pista però, oggi s’impara a guidare sicuri al centro di Guida Sicura ACI-SARA.

Appena usciti dall’auto capiamo che è ancora presto affinché quel poco sole basti a scaldare questa giornata di metà ottobre e quindi ringrazio quella felpa dimenticata fra i sedili posteriori e ci avviamo verso l’ingresso del Centro, per l’accredito. Gente delle più svariate età attende in fila come me; conosco un padre con figlia venuti da Cosenza per prender parte entrambi al corso, così come una ragazza di Firenze, anch’essa a Roma sotto consiglio (obbligo) del padre, al fine di quietare gli spiriti da “pilota di rally” e meglio capire come affrontare adeguatamente le situazioni che potrebbero venirsi a trovare in strada. Il tempo di un altro caffè e s’inizia.

Il corso a cui prenderò parte è quello Advanced, un livello intermedio fra il Beginner e lo Specialist e che si pone come uno strumento utile a chi presenta già un buon livello di esperienza, ma ritiene comunque utile migliorare la propria pratica di guida, finalizzato quindi ad apprendere un comportamento che ponga al primo posto il valore della sicurezza, nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Aperto a tutti i conducenti –  si può partecipare alla guida di auto, furgoni, autocarri e bus, questi ultimi di lunghezza non superiore a 8 metri – il corso, della durata di circa 8 ore, prevede una prima parte teorica, quattro sessioni pratiche ed un modulo didattico da un’ora ciascuna – intervallate da una pausa per il pranzo – per poi terminare con una breve sessione di approfondimento teorico.

Quindi, per questa prima parte, si torna all’università: aula, sedie, proiezione di slide, appunti alla mano per chi vuole, ed alla cattedra Andrea Capitani, istruttore/formatore di Guida Sicura con una vita passata sulle due ruote, mai monotono, sempre esaustivo nelle spiegazioni e che sarà la nostra ombra per tutta la giornata. In questa prima parte gli argomenti affrontati sono: cenni sulla dinamica del veicolo, sistemi di controllo dinamici (focalizzandosi sulla loro utilità), impostazioni di guida ed utilizzo dei sistemi di ritenuta, tecniche di frenata e di sterzata, cause e tipologie d’incidenti, pneumatici (marcature, caratteristiche, controlli) e nuovi sistemi di ausilio.

Dopo circa un’oretta e mezza di lezione, raggiungiamo l’ingresso del Centro dove sono posteggiate vetture Nissan, segno che si sta per passare alla fase pratica finalmente. Improvvisamente il silenzio di una mattina ancora addormentata viene interrotto dal mastodontico 6 cilindri dell’Iveco Stralis che sembrava assopito dietro di noi, nel parcheggio: ebbene anche lui oggi parteciperà con noi alla sessione pratica. Saliamo quindi a bordo delle vetture Nissan a disposizione e muniti di radioline seguiamo in fila indiana l’istruttore Andrea verso le aree su cui ci metteremo alla prova.

La prima area è dedicata alle tecniche di sterzata ed in particolare all’analisi del sottosterzo ed alla sua correzione, pericoloso fenomeno a cui si può andare incontro a causa dell’azione delle forze laterali che possono comportare la deriva degli pneumatici: nel particolare caso s’evidenzierà un comportamento del veicolo sottosterzante, ogni qualvolta la deriva dell’asse anteriore risulterà maggiore di quella posteriore; due ciambelle su cui mettersi alla prova, una di asfalto più esterna, in cui constatare l’effetto sottosterzante nel quale si può incorrere, ed una più interna, irrigata e realizzata con una speciale resina che diminuisce notevolmente l’aderenza del pneumatico, in cui provocare un sottosterzo col solo ausilio del volante, per poi correggerlo opportunamente sotto la supervisione e le indicazioni del nostro istruttore, pronto ad offrire suggerimenti e ad esprimere una valutazione sul lavoro svolto.

Gambe in spalle e si passa alla stazione successiva. Questa volta ci si vuole focalizzare sulla frenata di emergenza e lo scartamento dell’ostacolo, tipica situazione che potrebbe venirsi a determinare in seguito all’avvistamento all’ultimo secondo di un oggetto magari perduto da un veicolo che ci precede, od anche di una persona intenta ad attraversare in un tratto da noi poco visibile. L’esercizio consiste quindi nel raggiungere una certa velocità di crociera – prossima ai 50-60 km/h – sulla resina con poca aderenza, per poi cercare di effettuare una frenata di emergenza o, se necessario, scartare il muro d’acqua che l’istruttore comanderà di far salire a nostra insaputa, lungo la traiettoria che stiamo percorrendo.

Il tempo vola e ben presto si fa l’ora di pranzo. Tempo per rifocillarsi, rilassarsi, riflettere…e se al posto di quel muro d’acqua ci fosse stato un bambino? Appuntamento per ricompattare il gruppo alle 14 e via verso una nuova area dove metterci alla prova. Questa volta l’argomento in questione è il controllo della sbandata. Una breve rincorsa di asfalto ci separa da una lunga e larga lingua in resina a bassa aderenza e l’elemento di disgiunzione fra i due è una piastra la quale, al passaggio delle ruote posteriori traslerà a nostra insaputa verso destra o sinistra, provocando effettivamente una sbandata da correggere controsterzando opportunamente, sempre sotto l’occhio vigile del nostro istruttore. Credetemi, passerei qui tutto il pomeriggio provando con ogni veicolo possibile ed immaginabile.

Dopo una lunga serie di divertenti quanto istruttivi passaggi sulla pedana, dobbiamo purtroppo abbandonare l’area, per spostarci a quella che in qualche modo riassumerà la nostra giornata. In quest’ultima area ci si focalizza quindi sul sotto/sovrasterzo e sull’impostazione di curva: una lunga discesa in resina a bassa aderenza e poi una curva a C da affrontare cercando di correggere ciò che potrebbe essersi venuto a determinare lungo il pendio. Infine torniamo in aula, per una breve seconda ed ultima parte teorica del corso, incentrata sull’alterazione dello stato psico-fisico del conducente e sul concetto di sicurezza e riduzione del rischio.

Per tirare le somme, una giornata si potrebbe pensare non basti a far del tutto propri alcuni concetti, posizioni, reazioni, ed effettivamente non posso dire sia il contrario, ma indubbiamente il fatto di cimentarsi in prima persona in circostanze che potrebbero realmente verificarsi una volta in strada, è qualcosa che rende sicuramente più consapevoli dei pericoli e permette comunque di affinare e correggere alcuni comportamenti abitudinari, oltre a sfatare alcuni miti infondati nella pratica di guida.

Si ringrazia lo staff del Centro di Guida Sicura dell’autodromo di Vallelunga, in particolar modo l’istruttore Andrea Capitani per un ‘esperienza unica che in molti, sopratutto se neo patentati dovrebbero fare proprio per capire cos’è la guida sicura! (Lorenzo Pollini)

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Uno dei moneti di teoria dove vengono spiegate le forze che agisco sui pnaumatici
L’iveco Stralis utilizzato nel Centro di Guida sicura ACI di Vallelunga
 
 
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La Redazione

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