lunedì , maggio 29 2017
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Uso del telefono al volante: una questione di coscienza?!

La notizia è interessante non solo perché riguarda la sicurezza a bordo delle auto, ma perché in un periodo in cui si continua a parlare di guida autonoma, fare una scelta di questa tipo, per una casa automobilistica, è contro tendenza.

La casa automobilistica giapponese Nissan ha annuncio, infatti, che sta sperimentando sulla Juke il Nissan Signal Shield; si tratta di uno scomparto che si trova all’interno del bracciolo della Juke che sfrutta il principio della “gabbia di Faraday”, un’invenzione risalente al 1837 in epoca vittoriana. In pratica se il guidatore decide di mettere il suo telefono cellulare in questo scomparto e chiude il coperchio, Nissan Signal Shield crea una “zona di silenzio” bloccando tutti i segnali in entrata e in uscita dallo smartphone, incluse le connessioni Bluetooth e Wi-Fi.

L’idea – ed è qui la parte che mi ha colpito di più –   è quella di lasciare all’automobilista la libera scelta di eliminare le distrazioni causate da sms, notifiche dei social media e messaggi delle app che ogni giorno “bombardano” i nostri smartphone.

Il problema è rilevante, poiché secondo il Royal Automobile Club britannico, ma anche secondo i dati della Polizia di Stato Italiana che derivano da quelli Istat, il numero di persone che ammette di usare il cellulare durante la guida è in continuo aumento, così come è in aumento il numero di incidenti stradali causati dall’uso dello smartphone durante la guida.

Sempre più spesso, infatti, gli utenti cedono alla tentazione di controllare i messaggi e le notifiche del telefono anche quando sono al volante. Lo conferma una ricerca della stessa Nissan, evidenziando che quasi un automobilista su cinque (18%) dice di aver inviato sms durante la guida.

Il sistema Nissan Signal Shield consente al guidatore di scegliere se rimanere online e raggiungibile, sfruttando la connettività di bordo, oppure se disconnettersi temporaneamente, optando per una parentesi di “digital detox”, libera dalle distrazioni del mondo digitale.

Quando è inserito nello scomparto Nissan Signal Shield, il telefono resta connesso via cavo tramite le porte USB o Aux all’impianto audio di bordo ed è quindi possibile ascoltare musica o i podcast memorizzati sul dispositivo.

Per ripristinare la connettività wireless del telefono, è sufficiente aprire il bracciolo del veicolo (un’operazione che si compie facilmente, senza staccare gli occhi dalla strada né toccare il telefono) e lo smartphone si ricollega alla rete mobile e al Bluetooth di bordo.

Il sistema sfrutta il principio della gabbia di Faraday: un contenitore realizzato con un materiale conduttore, ad esempio una rete metallica, che blocca i campi elettromagnetici. Fu inventato intorno al 1837 dallo scienziato inglese Michael Faraday. Quando un dispositivo elettronico, come uno smartphone, viene posto all’interno del contenitore, tutti i segnali elettromagnetici in ingresso – inclusi quelli delle comunicazioni cellulari e i dati Bluetooth – vengono distribuiti sulla superficie del conduttore esterno che scherma la gabbia, impedendo loro di raggiungere il telefono.

L’idea è innovativa e propone una soluzione concreta al problema della distrazione al volante, ma ancora più interessante sarebbe capire in quanti sarebbero pronti ad inserire il proprio cellullare nel Nissan Signal Shield una volta alla guida? Altre soluzioni proposte, infatti, parlano di automobili che impediscono le connessioni una volta a bordo, non per scelta.

La nostra è una società sempre più connessa, chattare e navigare è la nostra droga quotidiana, siamo pronti per iniziare la disintossicazione almeno al volante e per la nostra sicurezza? Solo al momento dell’arrivo sul mercato di questo sistema potremo dare una risposta, ma intanto la discussione è aperta. (Stefania Favìa del Core)

 

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