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Una lunga galleria di film sulle corse

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“Veloce come il Vento” è il più recente di una lunga galleria dedicata al mondo delle corse che ha ispirato e coinvolto grandi registi e attori. In questa galleria ci sono dei veri e propri “must”, di cui MOTOR si è spesso occupato.

“Un Uomo, Una Donna” del 1966 è uno dei capolavori del regista francese Claude Lelouch, con le stupende musiche di Francis Lai. Il film che ha vinto l’Oscar come miglior pellicola straniera nel 1967, è’ interpretato da Jean Louis Trintignant e Anouk Aimée. Trintignant, nipote del corridore automobilistico Maurice, vincitore di due Gran Premi di Montecarlo in F1 e di una 24 Ore di Le Mans, è Jean Louis Duroc pilota della Ford France, mentre la Aimée è Anne Gauthier, assistente alla produzione cinematografica. Entrambi sono vedovi. La moglie di lui non ha retto alla tensione che l’ha attanagliata in occasione di un grave incidente del marito alla 24 Ore di Le Mans, il marito di lei, uno stuntman è morto sul lavoro. Il film è un lungo inseguimento tra i due, che ha il suo epilogo nel Rally di Montecarlo, che Trintignant disputò realmente nel 1965 con una Ford Mustang, che è poi la co-protagonista della pellicola.

C’è stato anche un sequel: “Un Uomo, Una Donna Oggi”, con la stessa accoppiata Claude Lelouch-Francis Lai per regia e musica, in cui i personaggi di Trintignant e della Aimée si ritrovano vent’anni dopo. Lei è ora una produttrice, e la figlia attrice, lui sempre nel mondo delle corse, con il figlio campione di motonautica. L’ambientazione clou è questa volta nel deserto della Parigi-Dakar, con tanto di partecipazione del mitico Thierry Sabine.

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Contemporaneo a “Un Uomo, Una Donna” è “Grand Prix”, uscito a fine 1966, diretto da John Frankenheimer, con musiche di Maurice Jarre. E’ uno spaccato un po’ crudo sulla F1, girato in contemporanea con il Campionato mondiale 1966, alternando scene dal vivo e riprese dedicate con delle monoposto di F3 con carrozzerie ispirate alle varie Ferrari e BRM, con Graham Hill, Lorenzo Bandini, Jo Siffert, Jo Bonnier, e lo stesso Phil Hill, che era pure consulente della produzione, a far da controfigura ai protagonisti Pete Aron (James Gardner), Jean Pierre Sarti (Yves Montand), Nino Barlini (Antonio Sabato), Scott Stoddard (Brian Bedford). Del cast facevano parte anche Toshiro Mifune, che interpreta l’industriale giapponese Mr.Nomura (chiaramente ispirato a Toshiro Honda), Adolfo Celi, il duro Manetta, e qui siamo a Maranello… mentre Eva Maria Saint, Jessica Walter e Genevieve Page interpretano i ruoli femminili. Tre gli oscar conquistati da questo film.

Alla galleria non possono mancare i film di due dei più appassionati attori e piloti della storia Paul Newman e Steve McQueen.

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Newman è stato una figura di spicco nelle corse. Proprietario di uno dei più importanti team della Formula Indy, ha corso numerose gare, tra cui la 24 Ore di Le Mans dove si è piazzato secondo nel 1979, e la 24 Ore di Le Mans. Il suo film “dedicato” è “Indianapolis pista Infernale” del 1969, interpretato assieme alla moglie Joanne Woodward, dove è Frank Capua un consumato protagonista delle corse sui catini americani.

Steve McQueen vanta ugualmente un solido curriculum sportivo, prima nel motocross, che ritornerà nelle spettacolari sequenze finali de “La Grande “Fuga” (1963), poi nell’automobilismo con il secondo posto alla 12 Ore di Sebring.

Dopo lo spettacolare Bullit (1968) nel quale si esibisce in uno spettacolare inseguimento sui saliscendi di San Francisco al volante di una possente Mustang GT, è entrato nel merito con il faraonico “La 24 Ore di Le Mans” ambientato nell’edizione del 1970, cui venne iscritta una Porsche 908 con le apparecchiature per le riprese dal vivo, guidata da Jonathan Williams. Per il grosso delle scene, realizzate nell’arco di tre mesi sempre sul circuito chiuso appositamente per il film,  furono invece ingaggiati piloti veri come Jo Siffert, Mike Parkes , Derek Bell e altri. Del film, che non ebbe all’epoca il successo sperato, è stata proposto di recente un docu-film con i backstage dell’epoca e le testimonianze di attori, piloti e tecnici coinvolti, compreso il figlio dell’attore, Chad.

Anche Sylvester Stallone ha nella sua filmografia un soggetto legato alle corse. Anzi, “Rambo” ha per lungo tempo inseguito il sogno di interpretare Enzo Ferrari – ruolo assegnato a Sergio Castellitto nella fiction televisiva – poi si è dovuto accontentare del più modesto “Driven” (2001) ambientato nella Formula CART americana.

Per ultimo, l’ottimo “Rush” (2013) , la storia della rivalità sportiva tra Niki Lauda e James Hunt nella F1 anni 70, diretto dal grande Ron Howard. (fc)

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