giovedì , settembre 21 2017
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L’imbattibile GTA

La Giulia Quadrifoglio da corsa

Tra i tanti meriti storici da riconoscere alla Giulia è quello di aver riportato l’Alfa Romeo alle corse contribuendo anche alla maturazione di una nuova generazione di piloti italiani, in particolare Andrea De Adamich, Nanni Galli e Ignazio Giunti, e al successo di vari “maghi” preparatori.

Tutto è cominciato con la Giulia Super Quadrifoglio, capace di farsi spazio nella categoria turismo in Italia e soprattutto in Europa nel Challenge continentale che poi ha dato vita all’omonimo Campionato.

Contemporaneamente le Giulia TZ e TZ2 dell’Autodelta, che poi diverrà l’emanazione sportiva dell’Alfa, raccolgono numerosi successi di classe nelle grandi maratone stradali come la Targa Florio e nelle endurance in pista, a Sebring, Monza, Le Mans, e vincono la classifica assoluta alla Coppa delle Alpi e al Rally dei Jolly Hotels, la riproposta in chiave moderna del Giro d’Italia.

La Giulia TZ in gara alla Targa Florio

La grande svolta arriva però con la Giulia 1.6 GTA (dove A sta per alleggerita, con un peso di 760 kg), che nella specifica Turismo preparato (Gruppo 2) ha 170 CV. In una sola stagione, il 1966, colleziona più di duecento vittorie in tutto il mondo, nel suo carnet finiranno poi tre Challenge Turismo e un Campionato Europeo della Montagna. Il testimone, con l’Alfa impegnata anche nel mondo delle sport-prototipo con la 33, passa poi alla Giulia 1300 GTA Junior, che arriverà a toccare una potenza di 165 CV, capace di vincere il titolo assoluto costruttori nel Campionato Europeo Turismo 1971 e 1972 e infine dalla GTAm 2000.

La Giulia GTA

Ricercatissime dai collezionisti, le Giulia GTA sono ancor oggi protagoniste nei Campionati per Autostoriche. (fc)

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La Giulia TZ2 davanti all’Autodelta
La Giulia TZ2 alla Targa Florio
La GTA
La GTA
 
La GTAJ al Campione d’Europa Turismo Costruttori

 

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“SPECIALE ALFA ROMEO GIULIA: LA GAZZELLA”

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