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Le stelle di Padova

 
padova-aciIl segreto del successo più recente di Auto e Moto d’Epoca, il Salone di Padova dedicato alle vetture storiche, è nella capacità di coinvolgere le più importanti Case automobilistiche che portano ogni anno i “pezzi” più pregiati della loro storia, affiancati dalla “stelle” di oggi.

Cominciamo con Alfa Romeo che ha esposto dei “classici” come la 6C 1500 Sport del 1928, la 6C 1750 Gran Turismo del 1929, la 6C 1900 del 1933 e la 6C 2500 Freccia d’Oro del 1947. Accanto alle vetture storiche, la nuova Giulia, paradigma contemporaneo dello stile Alfa Romeo e dell’eccellenza 100% Made in Italy, che si è appena aggiudicata il prestigioso premio “Auto Europa 2017”. Sullo stand un esemplare equipaggiato con il propulsore 2.2 Diesel da 180 CV, che eroga tutta la sua potenza a 3.750 giri e sviluppa una coppia massima di 380 Nm a 1.750 giri. Sempre per il Gruppo FCA non poteva mancare lo Scorpione, per la gioia dei suoi tanti appassionati di ieri e di oggi. Abarth ha presentato per la prima volta in un salone italiano il nuovo Abarth 124 Rally, accompagnato dalla sua storica progenitrice, la Fiat 124 Abarth Rally Gr. 4 degli anni Settanta, e dal nuovo Abarth 124 spider.

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Quanto al Tridente, tre le vetture che Maserati Classiche ha esposto nel proprio stand a cominciare dalla Tipo 420M-58, meglio conosciuta come Eldorado, grazie al famoso logo dell’omonima industria di gelati applicato alla carrozzeria (primo esempio di sponsorizzazione a livello nazionale). È stata realizzata nel 1958 per partecipare alla 500 miglia di Monza ed affidata al pilota inglese Stirling Moss. L’auto da corsa dispone di un telaio tubolare ispirato alla 250F alleggerita, con motore a otto cilindri a V derivante dal 4.500 cc, con cilindrata ridotta a 4.200cc e carburatori verticali. Considerando il senso di marcia antiorario definito dagli organizzatori di Monza, il motore venne installato sulla sinistra del telaio, sfasato rispetto all’asse longitudinale della vettura. Altro esemplare unico la Simun, prototipo presentato al salone di Torino nel 1968 e realizzato dalla carrozzeria Ghia partendo da un nuovo telaio e meccanica tipo 116. Il nome, come era consuetudine per Maserati all’epoca, è quello di un vento, mentre il disegno porta la firma di Giorgetto Giugiaro. La vettura presenta una spiccata impronta sportiva, pur mantenendo una linea estremamente elegante per una grande berlina a due porte. La caratteristica più saliente è la vista laterale che si presenta filante ed allungata e molto vetrata per favorire la visibilità sia del pilota, sia dei passeggeri.

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Ritornando al mondo delle corse, ecco la Birdcage Tipo 61 (1959 – 1961), variante a tre litri della Birdcage Tipo 60 (con motore a due litri) fortemente voluta per le competizioni negli Stati Uniti. Il telaio, ideato dall’Ing. Giulio Alfieri, risulta composto da circa 200 piccoli segmenti di esili tubi di acciaio, formanti un reticolo molto complesso, da cui il nome Birdcage. La cilindrata del motore passa dai 1.990cc ai 2.890cc e la posizione caratteristica del motore rimane quella abbattuta di 45° sulla destra per abbassare il baricentro e per ridurre la sezione maestra della carrozzeria.

Oltre alle tre esclusive Maserati classiche, esposizione un Levante, primo SUV della storia ultracentenaria della Casa del Tridente.

Molto significativa la presenza di PSA. Nello stand Citroën alcuni suoi modelli “mitici”, come la 2CV e la Mehari, ai quali si affianca oggi la nuova e-Mehari: nuove tecnologie, propulsione elettrica, materiali innovativi, ma lo stesso spirito di originalità e divertimento comune ai grandi successi del Marchio del Double Chevron. Peugeot ha invece celebrato i trent’anni di un’altra icona della nostra storia: la Peugeot 205 Cabrio. Due esemplari, di cui una rarissima versione elaborata da Gutmann con testa a 16 valvole da 160 cavalli, hanno fatto da cornice ad una delle più prestigiose tra le loro progenitrici, la meravigliosa 402 Eclipse, con il tetto metallico retrattile nel bagagliaio, proveniente dal Museo di Sochaux. “Il lusso è francese” il tema dello stand del Marchio DS con I visitatori potranno “toccare DS 23 Pallas e accanto a questa, una DS 21 Prestige Chapron nera e una DS contemporanea, la dimostrazione che lusso, raffinatezza e cura dei dettagli sono ancora oggi.

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La Peugeot 402 Eclipse

Nell’anno delle celebrazioni per i 90 anni di Touring Superleggera, Padova è stata un palcoscenico perfetto per l’anteprima di un capolavoro Touring restaurato a regola d’arte dalla manifattura milanese: LAMBORGHINI 350GT del 1965, appartenuta a Ferruccio Lamborghini, riportata all’antico splendore dal Dipartimento Classic di Touring Superleggera, pronta a tornare a sfrecciare, magari proprio nelle campagne bolognesi.

La prima 350GT fu consegnata ad un cliente nel Luglio del 1964, con telaio numero 104 e motore numero 17004, mentre quella restaurata dall’atelier Touring Superleggera fu prodotta tra settembre ed ottobre del 1965, con telaio numero 265. Successivamente la vettura fu venduta negli Stati Uniti a un proprietario che tentò una trasformazione con pezzi di altri modelli, per fortuna senza mai completare l’opera. L’attuale proprietario ricostruì la storia della 265 scoprendo che era l’auto personale di Ferruccio. Da quel momento decise che un’auto così importante sarebbe stata restaurata da Touring, là dove la carrozzeria originale era stata concepita e costruita.

Oltre all’esposizione di questi gioielli ampio spazio alla parte convegni, con un calendario fittissimo organizzato da ACI e ACI Storico. (Franco Carmignani)

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