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UNA QUATTRO PORTE… DA CORSA

di Sergio Favìa del Core

 

Dopo una lunga tradizione nei coupé sportivi, con la sola parentesi del Suv Cayenne, la Casa di Stoccarda è finalmente sbarcata nel settore delle ammiraglie venendo incontro ai “porschisti” che…hanno famiglia.

 

 

Vittorio Veneto – E finalmente, la Gran Turismo a quattro porte della Porsche, denominata ufficialmente “Panamera”, è arrivata tra noi. Dapprima era sbarcata al Salone di Shangai, per poi essere sottoposta al vaglio dei giornalisti europei, prima di essere esposta al Salone di Francoforte. Abbiamo avuto l’occasione di provarla a fondo, e non quale semplice impressione di guida come altri, nell’Altamarca Trevigiana fra CastelBrando in Cison di Valmarino e Villa dei Cedri a Valdobbiadene, in un ambiente ideale sia per gli scatti fotografici che per provare le prestazioni ai bassi regimi.

Insieme alla elasticità del motore abbiamo potuto anche ammirare i rigogliosi vigneti e le bellezze della zona circostante. Purtroppo le numerose curve e i numerosi avvertimenti sui limiti di velocità, hanno impedito di provare, oltre all’elasticità e al comportamento in curva della vettura, anche le straordinarie prestazioni della Panamera “S” e “Turbo”. Comunque abbiamo potuto apprezzare il perfetto assetto stradale, malgrado le dimensioni del passo e della carreggiata, grazie alle sospensioni, al basso baricentro e all’assetto generale della Panamera. Per il resto servirà una ulteriore prova anche autostradale.

Il primo colpo d’occhio è stato evidentemente per il design. Ci si rende conto che è una vera Porsche, ne ha il DNA non solo nelle prestazioni, ma anche nell’estetica. Cosa che appare a prima vista osservando il cofano, la bombatura che accompagna i fanali, il frontale privo di una calandra vera e propria, le larghe spalle e la conformazione “a chiudere” del lunotto. La somiglianza con una Carrera ingrandita al quantografo è difficile da cancellare. L’accesso è stato agevolato dall’apertura delle portiere e dai sedili posteriori che offrono tutto lo spazio che serve, mentre il bagagliaio è quasi da station wagon. Il sedile del guidatore è perfettamente economico e la posizione ribassata produce quella aderenza con il fondo stradale tipicamente Porsche. Per tutti i passeggeri sono previsti comodi sedili singoli.

Da due a quattro - Lanciata a metà settembre inizialmente con motorizzazione V8 da 4.806 cc, la Panamera si presenta nella versione “S” (“aspirata”) da 400 CV e, nella versione Turbo da 500 CV. Tutti i modelli Panamera dispongono di motori ad iniezione diretta. Il modello “S” è a trazione posteriore, la “4S” con trazione integrale, mentre in quella “Turbo” la trazione è rigorosamente 4x4. Successivamente verrà offerta una 6 cilindri, 3.0 litri a benzina ed una motorizzazione ibrida. A scelta per la “S” è tra le 2 e le 4 ruote motrici.

La “Panamera”, come è stata chiamata questa Porsche Gran Turismo a quattro porte, è la quarta linea di prodotto di Porsche dopo la 911, la Cayenne e la Boxster/Cayman. In un certo senso la Panamera entra in un segmento nuovo di mercato confrontandosi apparentemente con le berline “potenziate” di Bmw, Mercedes e della stessa Audi. Ma si tratta di berline “revisionate”, mentre la Panamera nasce come una sportiva che associa prestazioni a comfort di lusso. Si vorrebbe anche un confronto con Maserati Quattroporte GTS, cosa che non ha senso per il passato e la tradizione della marca modenese.

Entrando nell’abitacolo si ha la stessa impressione “esterna”, cioè che si tratta di una vera Porsche. Intanto ci sorprende il grande sfoggio di pulsanti e manopole destinati ai vari congegni elettronici. Poi il lusso delle rifiniture. Quindi uno spazio generoso che dà sensazione di una generosa impressione di spazio riservato ai quattro passeggeri. Quattro perché in ogni caso stanno più comodi di cinque! Ed ecco quindi che questa “berlinona” di quasi cinque metri, ma alta solo 142 cm, si comporta su strada in modo molto agile grazie a una vera orgia di elettronica e tecnologia raffinata.

Tanto per dare un’idea, ecco sulle versioni a trazione integrale, il cambio automatico a 7 marce e doppia frizione (PDK), sistema start/stop in abbinamento alla trasmissione e alle sospensioni pneumatiche che possono alzare di 20 mm, o abbassare di 25 la vettura. Mentre sul modello a trazione posteriore troviamo il cambio manuale a 6 marce.

L’aerodinamica è stata definita “attiva”, nel senso che uno spoiler si solleva dalla zona sottostante il lunotto, a partire dai 90 km/h. Le coppie massime della versione “S” e “Turbo” sono rispettivamente di 500 e 700 Nm, il che garantisce in ogni caso prestazioni vigorose unendo fluidità di marcia a riprese fulminanti. Parlare di velocità massima da 285 a 303 km/h ci sembra superfluo in paesi a velocità limitata. Occorrerebbe ripetere la prova o in circuito o… in Germania. Invece, parlare di accelerazioni da 0/100 km/h di 5 ovvero di 4,5 e persino di 4,2 secondi, ci sembra più interessante ai fini dei sorpassi.

Quanto costa e quanto consuma – Prima di addentrarci in altre considerazioni tecniche o estetiche, sarà il caso di entrare nella… sostanza, citando i prezzi relativi alle tre versioni: la “S” costa 96.569 euro; la “4S” 104.309 e la “Turbo” 137.489. Lanciata in Italia il 12 settembre, la nuova Porsche ha già ottenuto “al buio” 250 ordini e si conta di venderne 1.000 all’anno con questo mix: 20% “Turbo”, 40 % “S” e 40 % “4S”. La produzione annua della Casa a regime sarà di 20.000 unità.

Restando in un campo… pratico, è il caso di accennare ai consumi che tutto sommato non sono eccessivi per un’auto di questo tipo. Vanno dai 10,8 ai 12,2 litri/100 km. Questo eccellente risultato è dovuto all’accuratissimo lavoro di progettazione di una struttura mista in acciai di vario tipo e alluminio. Il che ha permesso di contenere il peso al di sotto delle due tonnellate, mentre il valore aerodinamico è pari a cx 0,29 per le “S”/”4S”.

 

 Come ha affermato il Vicepresidente Ricerca e Sviluppo di Porsche AG, Wolfgang Dürheimei: “in questa Gran Turismo quattro posti sono confluiti tutto il know how, l’esperienza e la grande passione per le auto sportive dei nostri ingegneri, tecnici e designer”. E infatti, da questo lavoro sono derivati i seguenti sistemi che hanno portato ad un miglioramento rispetto, non solo alla Cayenne, ma anche alla stessa 911. Tra i vari elementi abbiamo rilevato il sistema Start and Stop che in questo caso è in combinazione con il cambio a doppia frizione Porsche Duppelkupplung (PDK); le sospensioni pneumatiche adattive con volume ad aria ad espansione variabile per ciascun ammortizzatore e infine le soluzioni aerodinamiche già citate relative allo spoiler posteriore estraibile, a profilo variabile, che contribuiscono alla migliore stabilità e aderenza della vettura al terreno, anche nei momenti in cui è consentito… premere sull’acceleratore.

In conclusione e per restare in un campo più semplice, è il caso di dire che, se prima gli appassionati di Porsche erano praticamente in due per vettura, oggi la Casa di Stoccarda offre un contributo alla famiglia con due figli o, se vogliamo agli amici di famiglia, consentendo di apprezzare le prestazioni (un tempo riservate alla Carrera), a una sorella maggiore come questa Panamera che, come detto è una Porsche grande.