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IL GIUSTO COMPROMESSO LOTUS
Motor è stato tra i pochi a poter guidare in un’anteprima tutta romana l’ultima nata in casa Lotus: la Evora… che da subito ci ha trasmesso le vere sensazioni delle auto sportive della Casa inglese. Vi raccontiamo come è fatta e come va su strada!
di Francesco Parente
Prima di raccontarvi ciò che veramente vi interessa, vi diciamo che il nostro test è avvenuto negli ultimissimi giorni di luglio, mentre solo ieri (04-09-2009) è stata consegnata in Inghilterra, direttamente dal direttore di Lotus Cars, Luke Bennet, la prima Lotus Evora. Il fortunato proprietario è l'inglese Matthew Melling che ha ritirato la berlinetta di Hethel, color Storm Tinanium, direttamente presso la sede centrale della Lotus. Prodotta nello stabilimento di Norfolk in Inghilterra, la Evora si sta rivelando un grande successo, la produzione dei prossimi 5 mesi è già tutta prenotata e si prospetta un aumento delle liste d'attesa. Inoltre, per correre ai ripari, la Casa inglese ha assunto 150 nuovi dipendenti in vista della fine di novembre, quando la produzione sarà a pieno regime. Uno dei maggiori motivi di questo successo è dovuto alla grande fruibilità che offre la nuova GT, che risulta più spaziosa e confortevole rispetto agli altri modelli della gamma, pur preservando lo spirito sportivo che ha fatto del marchio Lotus una leggenda dell'automobilismo. “L'intero team ha lavorato duramente per progettare e produrre una vettura mozzafiato e dalle elevate prestazioni ed è una grande sensazione consegnare le chiavi al primo cliente” - ha detto Bennet al momento della consegna del primo esemplare.
La scoperta della Evora Quando ci si avvicina ad un’auto particolare (e la Lotus lo è), si ha bisogno di tenere un atteggiamento particolare. Si avverte da subito il fascino storico del marchio Lotus, che ti richiama una passione interna che sembra innata; ci siamo avvicinati alla Evora e la passione ci ha travolto. Lotus è sinonimo di leggerezza unita a potenze non mostruose in assoluto, ma il compromesso che offre a chi la guida è quello giusto, quello che ti fa godere pienamente della guida sportiva. Sotto questo punto di vista la nuova Lotus Evora non è stata una sorpresa, anche se da parte dei progettisti della Casa è stato fatto qualcosa di non usuale per questa marca. Intanto stiamo parlando di una “2+2”: per la verità non una novità assoluta per Lotus, ma questo è il primo modello completamente nuovo dopo ben 13 anni. Guardando sotto il suo vestito viene alla luce un concentrato di tecnologie: spicca il telaio in alluminio prodotto direttamente dalla Lotus con una leggerezza da primato (200 chilogrammi in tutto, compresi i semitelai anteriore e posteriore), rigidità al top (26.000 Nm/grado; considerate che il valore della Elise è 10.000 Nm/grado). Su questo telaio “peso piuma” un bel motore Toyota da 3.500 cc. con una potenza di 276 CV a 6.400 giri/min. Il pilota e il passeggero anteriore possono essere soddisfatti del comfort, mentre quelli ospitati sulla panchetta posteriore non potranno esserlo del tutto, anche se noi siamo pienamente convinti che questa piccola pecca non farà ricredere gli interessati all’acquisto della Evora, che…è bella davvero, aggressiva ed elegante. Con le prestazioni sempre al top e consumi che non sono niente male: la nuova Lotus scatta da 0 a 100 km/h in appena 5,1 secondi.
Gli emozionanti percorsi del South Downs o le eccitanti curve del circuito di Goodwood; il confronto con Aston Martin, Nissan, Porsche, Audi, Lamborghini e Jaguar, alla fine hanno emesso il verdetto: Evora! E' la conclusione dell'autorevole magazine britannico Autocar, che ha premiato la nuova 2+2 Lotus come l'automobile sportiva più valida. Chas Hallet, direttore del magazine, ha detto che “la Evora ha tutto: brillante in circuito. Agile, delicata, indulgente. E su strada va ancora meglio”. La finalità del test era quella di individuare un'auto che fosse non solo tecnicamente all'altezza ma anche emozionante da guidare in qualsiasi situazione. E, alla fine, nove “giudici” su dieci non hanno avuto dubbi: la Lotus Evora soddisfa tutti questi criteri. Quest'auto, equipaggiata con un motore di derivazione Toyota, 6 cilindri a V di 3,5 litri da circa 280 CV, sistemato in posizione posteriore centrale, abbina la rigidità e la leggerezza della scocca in alluminio con decine di anni d'esperienza che il marchio ha maturato con le macchine da corsa. Roger Becker, Vehicle Engineering Director, ha dichiarato che “fin dall'inizio i concetti portanti nella progettazione della Evora sono stati l'agilità dinamica e l'esperienza di guida. Siamo soddisfatti che la rivista Autocar abbia riconosciuto questi meriti assegnandole questo riconoscimento. L'Evora offre una grande esperienza di guida in un contesto di comfort, praticità, elevata qualità ed efficienza. E con un valore di emissione medio di 205 g/km di Co2, si può davvero dire che l'Evora sia una supercar del 21° secolo”. Soddisfatto anche Luke Bennett, Direttore di Lotus Cars: “Siamo contenti di aver ottenuto questa vittoria. Dimostra non solo la professionalità ingegneristica e la qualità costruttiva di Lotus ma anche ci permette di confermare le nostre convizioni in un settore così esclusivo e competitivo. Attualmente c'è una grande richiesta di Evora nel mondo. Per tenere il ritmo della domanda stiamo assumendo oltre 150 persone per il reparto assemblaggio, un incremento del 30% rispetto alla situazione standard”.
La nostra prova su strada Presentando la Lotus Evora l'ormai ex CEO Mike Kimberley aveva detto: "E’ l'inizio del nostro programma di cinque anni che porterà al lancio di tre nuove auto che saranno vendute in molti più mercati nel mondo”. In effetti le automobili della Casa di Hethel sono belle, veloci, sportive, ma poco mature per sfondare in molti mercati del mondo. Questa Evora è invece una Lotus più matura, più adatta ad una clientela un po' più avanti negli anni, che magari in passato si è appassionata alle piccole quattro cilindri, ma adesso ha nuove esigenze personali e familiari. Ad esempio, per salire e scendere con disinvoltura da una Elise occorre una certa dose di agilità, soprattutto per i più robusti; anche sulla nuova GT inglese si sale come ci si aspetterebbe da una vera Lotus, cioè contorcendosi un po', ma la sensazione è quella di farlo con più comodità e disinvoltura. La Evora mette in mostra una massima cura nei dettagli e nei materiali, perchè in questo caso la Lotus ha messo da parte l'appeal spartano finora tipico delle sue auto costruite artigianalmente ad Hethel. Lo abbiamo notato sull'esemplare che abbiamo testato (un esemplare di pre-serie), ma uguale nei contenuti al primo lotto delle prime 450 full optional che arriveranno sul mercato equipaggiate con i pacchetti Premium Upgrade Pack (illuminazione dell'abitacolo specifica e inserti in pelle un po' dappertutto), Tech Upgrade Pack (sistema infotainment Alpine con telecamera di retromarcia, cruise control) e Sport Upgrade Pack (rapporti cambio ravvicinati, mappatura "Sport", impianto frenante AP Racing con dischi forati, scarico in titanio, radiatore dell'olio, diffusore posteriore). All'interno si viene avvolti dagli sportivissimi sedili Recaro e da un abitacolo piacevolmente minimalista. Notevole la pulizia della plancia in alluminio spazzolato, con i sei pulsanti metallici che comandano luci, apertura del bocchettone di rifornimento, mappatura "Sport" e disinserimento del traction control posizionati alla sinistra. Su un’analoga pulsantiera sulla destra si comandano invece chiusura porte, ricircolo dell'aria e trip master. Davvero molto bella la strumentazione di foggia futuristica e i comandi del climatizzatore, posizionati sullo stretto tunnel rivestito anch'esso in alluminio spazzolato con belle manopole ricavate dal pieno. Insomma tutto è al suo posto ed è molto intuitivo da localizzare, senza ricorrere ai comandi multifunzione oggi tanto in voga. La posizione di guida è da vera sportiva: al sedile manca la regolazione in altezza, si sta con le gambe ben distese anche se la seduta è più alta di 6,5 cm rispetto alle altre Lotus, la leva del cambio manuale a 6 rapporti è alta e ben raggiungibile, il volante a tre razze è molto comodo da impugnare e regolabile sia in altezza che in profondità. Un piccolo appunto: la pedaliera appare un po' disassata verso il centro e il pedale della frizione si trova troppo vicino al passaruota, per cui c'è poco spazio per il piede sinistro. Stesso inconveniente anche per il passeggero, che non ha molto spazio laterale per i piedi. Arriviamo alle caratteristiche più importanti. La Evora è una 2+2, nata sul principio delle antenate Elan +2, Elite, Eclat ed Excel, è anzi l'unica 2+2 con motore posteriore in circolazione. Ma in questo caso l’aggiunta dei due dietro non è sinonimo di comfort; è difficile trovare una sistemazione comoda dietro, troppo basso e spiovente il tetto e praticamente inesistente lo spazio per le gambe. Su quei due strapuntini si possono fissare al massimo un paio di seggiolini per bambini agli attacchi ISOFIX e chi non ha esigenze di questo tipo potrebbe quindi optare per la versione 2+0, senza panchetta posteriore, che costa qualche migliaio di euro in meno. All’accensione del motore la Evora appare molto silenziosa, ma una volta in movimento il V6 da 3.5 litri di origine Toyota, sul quale è stato iniettato un po' di carattere "british" attraverso una gestione elettronica del motore e uno scarico realizzati a Hethel, è più rumoreggiante. Il motore si dimostra abbastanza tranquillo ai regimi più bassi (ma è possibile avere un po' di brio in più selezionando la modalità "Sport" che cambia anche la tonalità dello scarico), fatto che rende la 2+2 inglese facile da usare anche nel traffico. Discorso opposto per quanto riguarda la visibilità posteriore: ci si deve affidare ai retrovisori esterni, perché dallo specchietto centrale si vede pochissimo attraverso il piccolo lunotto. Nelle manovre diventa quindi provvidenziale la telecamera di retromarcia optional. La frizione risulta un po' dura nella corsa, così come il cambio manuale a 6 rapporti (qui con i rapporti ravvicinati offerti come optional) che ha qualche innesto contrastato. Prima della prova gli uomini Lotus ci hanno però avvisato che gli esemplari da noi testati erano i primi realizzati, praticamente dei prototipi, e che nella produzione di serie questi piccoli imprevisti spariranno. In ogni caso a Hethel hanno pensato anche ad un sequenziale con comandi al volante, una novità per Lotus, che arriverà entro la fine del 2010. 280 CV non sono un valore eccezionalmente alto per un'auto che può essere inserita nel segmento delle supercar, ma il motore della Lotus Evora cambia voce e sale velocemente fino al limite (circa 7.200 giri/min.) quando la lancetta del contagiri si trova intorno ai 4.000 giri/min. Come sulle altre Lotus arriverà però più avanti anche una versione SC con compressore volumetrico, un’iniezione di potenza consentita dal perfetto comportamento del telaio. E' infatti sul guidato che la Evora sfodera il meglio di sé, inserendosi in curva velocemente per merito del rigidissimo e leggero chassis misto alluminio/acciaio (nella parte posteriore, quella che sorregge il propulsore) che pesa meno di 200 kg. Nelle curve e nei tornanti la Evora rimane sempre stabile anche in presenza di terreno sconnesso e lo sterzo (per la prima volta servoassistito su una Lotus) è molto preciso. Sul versante sicurezza è interessante notare che sulla Evora non è presente l'ESP nel senso classico del termine. La stabilità in curva viene controllata elettronicamente dal "Lotus Traction Control", che riduce la coppia delle ruote motrici, invece di frenarle, al fine di contrastare il sottosterzo. Fantastico anche l'impianto frenante, davvero potente, ottima la risposta delle sospensioni con cinematismi realizzati in alluminio. In questo caso i meriti di Lotus vanno spartiti con Bilstein ed Eibach per ammortizzatori e molle e con AP Racing per quanto riguarda i freni.
Prezzi e allestimenti Questa Lotus sarà praticamente una rarità. Il primo lotto di 450 esemplari sarà disponibile solo in versione 2+2 e full optional, ad un prezzo che sfiora i 77.000 euro, quindi abbastanza lontano dal prezzo di ingresso di 61.874 euro per la 2+0. Per l'Italia ne sono previsti in questa prima fase solo 70 esemplari (una decina sono state già prenotate), anche se l'obiettivo è quello di raddoppiare col tempo la cifra, cosa che forse sarà possibile fra qualche anno, quando arriverà la variante convertibile. Nel dettaglio, la coupé avrà un prezzo pari a 61.874 Euro in versione 2 posti e 65.413 Euro in versione 2+2, tasse inscluse, con una garanzia di 3 anni o fino a 100.000km. Per celebrare l’inizio della produzione, vedremo una serie speciale di 450 esemplari che porteranno il marchio “Launch Edition”, disponibile nei colori Ardent Red e British Racing Green, mentre tutti gli altri saranno inseriti come optional.
Di serie, per questa versione speciale, vi saranno vari accessori, optional nella versione normale: i due sedili posteriori, il Tech Pack (comprensivo di navigatore satellitare Alpine portatile), il Premium Pack (con rivestimenti in pelle per l’abitacolo), lo Sport Pack (controllo di trazione regolabile, dischi freni forati, radiatore olio, terminali scarico in titanio e modalità sport per il pedale dell’acceleratore), i fari bi-xeno, il sistema audio Alpine, la telecamera posteriore per il parcheggio e gli specchietti ripiegabili elettricamente. Tra i vari optional troviamo il cambio manuale a 6 marce con rapporti configurati sportivamente, in attesa dell’automatico; inoltre, la Evora di serie monta un differenziale elettronico Bosch EDL e penumatici Yokohama Advan Sport LTS con misure 225/50 da 18″ all’anteriore e 255/35 da 19″ al posteriore. Di serie troviamo anche l’impianto frenante AP a 4 pistoncini con dischi anteriori da 350mm e posteriori da 322mm. Un dettaglio non di poco conto è il bagagliaio, che ha capacità di 156 litri ed è in grado di ospitare una sacca da golf, ma ciò che ci fa capire quanto questa auto sia ben pensata è il sistema di raffreddamento inserito all’interno di esso per evitare il calore proveniente dal vicino propulsore. A regime, la fabbrica di Worcester dovrebbe produrre circa 34 Evora la settimana. |






