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Al volante della Honda Insight

 

L’IBRIDA PER TUTTI

di Sergio Favìa del Core

 

 

 

L’automobile ibrida è sempre più al centro dell’interesse generale. Motivazioni di carattere ecologico connesse con la riduzione dei consumi, l’avevano già messa in evidenza nei confronti della “elettrica” pura e dell’idrogeno, ancor prima che le ultime vicende la rendessero ancor più importante. Dal punto di vista tecnico di problemi ce n’erano rimasti pochi o nulli. Restava il problema del costo e quindi del prezzo. Il prezzo della Lexus 450h (la meno costosa della marca) era di 66.661 euro, mentre Toyota offriva una Prius, dapprima a 26.351 euro ed ora a 25.900. Poi è arrivata la Honda, dapprima con la Civic Hybrid da 24.921 e infine con la Insight che non solo ha offerto per la prima volta un prezzo accessibile ai più, ma soprattutto è comparsa in Italia proprio nel momento degli incentivi. Con un prezzo di listino a partire da 19.900 euro chiavi in mano, grazie agli ecoincentivi statali scende a 16.400 euro. Se per caso il cliente dovesse essere in possesso di una vettura euro 0, 1 o euro 2 da rottamare, il prezzo di Insight scenderebbe a 14.900 euro. Il listino di molte vetture medie a benzina.

Come si vede, fin’ora questa tecnologia era in mano ai giapponesi che l’avevano studiata da oltre dieci anni. Poi è arrivata la Mercedes S Hybrid, ma il prezzo di 94.440 euro non è certo alla portata di tutti, così come sarà per le ibride preannunciate da Bmw e da altre marche europee e non.

A questo punto, ci si domanda: ma questa differenza di prezzo tra la Insight e la Prius, per non parlare di Lexus e Mercedes, da cosa dipende? La Insight, con il suo prezzo accessibile, offre tutto il necessario per circolare su strada, in città e fuori, regolarmente? La risposta è affermativa. La Insight Hybrid usa la tecnologia Ima (Integrate motor assisit) che consente un funzionamento, una guida e consumi di tutto interesse (nel ciclo combinato si possono percorrere intorno ai 18 km/litro, ma con una guida attenta su strade urbane ed extraurbane si può arrivare anche a 22 km/litro). Ovviamente le emissioni di CO² sono ridotte: soli 101 gr/km, decisamente al di sotto del limite minimo di 120 grammi che garantisce gli incentivi di cui si è già parlato. Anche se la batteria è al nickel e idruri metallici.

Il motore a benzina è un 1.300 i-Vtec da 88 CV ed è dotato di una distribuzione variabile a due valvole. È abbinato a un motore elettrico da 14 CV che dispone di una coppia di 78 Nm. L’insieme dei due motori genera una coppia a regime estremamente basso. La combinazione delle due curve di coppia presenta un valore quasi costante a oltre 180 Nm, il che significa che in città fin quando le batterie lo consentono (cioè fino a circa 1000 giri e 50 km/h) si può viaggiare usando soltanto i 14 CV del propulsore elettrico. Ma, per effettuare questa prova, dobbiamo dire che restare sotto i mille giri non è facile, per cui, pur con una guida moderata, il contributo del motore a benzina si realizza quasi sempre. Comunque in città, quando le batterie lo consentono (circa per 2 km), si può viaggiare, riuscendo a restare nei 50 km/h, usando soltanto i 14 cv del motore elettrico. Ma vedrete che, a meno di fare una vera e propria gara di consumo, questa prestazione vi capiterà raramente.

Cambio CVT - È interessante notare come il connubio tra motore a benzina e il generatore elettrico venga ulteriormente moltiplicato dal cambio CVT a variazione continua che grazie alla gestione elettronica mantiene i propulsori nella fascia di massima efficienza, con innesti precisi e regolari. Senza contare che si può utilizzare, grazie alle due levette poste ai due lati del volante, la manovra manuale (tipo sequenziale) che offre la bellezza di sette marce.

Al contrario, quando la spinta del motore a benzina si combina con quella del generatore elettrico, le prestazioni diventano brillanti e assicurano delle accelerazioni rapide, utili soprattutto nei sorpassi. Naturalmente in questo caso i consumi aumentano. Il generatore elettrico si ricarica soprattutto ad ogni frenata, ma anche ad ogni decelerazione quando si solleva il piede dal pedale del gas. Il motore a benzina si spegne durante le soste ai semafori o quando si procede lentamente nelle esasperanti code.

La Insight è una berlina a due volumi di 4,39 metri di lunghezza con un bel design che oltretutto favorisce l’aerodinamica cercando di abbattere i consumi anche nei viaggi autostradali dove la propulsione ibrida non può influire. Insight offre cinque comodi posti e un bagagliaio con una capacità di 408 litri con i sedili rialzati, che raggiunge ben 1017 litri fino al tetto con l’abbassamento totale dei sedili. In definitiva la Insight è anche una vettura confortevole con sedili ben profilati e con un assetto morbido che contribuisce a mantenere riposati i passeggeri anche dopo molte ore di viaggio.