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Ferrari 458 Italia: incontro-prova con una “fuoriclasse”
COME DOMARE 570 CAVALLI di Sergio Favìa del Core
Derivata dalle esperienze del “laboratorio” sportivo, la nuova Ferrari a 8 cilindri con il potente motore posteriore-centrale, si esprime al meglio in pista, ma diventa “docile” se guidata nel traffico normale. Le innovazioni tecniche adottate, le particolari sospensioni, l’ABS “speciale” consentono a questo modello una guida veloce in pista e divertente e sicura nella viabilità extraurbana e anche in città.
Maranello – Entrare dalla porta principale della Ferrari dà sempre una certa emozione. L’ingresso da via dell’Abetone sembra sempre lo stesso, malgrado i numerosi ammodernamenti di cui ci si rende conto solo dopo qualche momento. Un tempo l’emozione era provocata dalle frizzanti conferenze stampa di Enzo Ferrari. Ma il tempo passa e ora è la prova di un nuovo modello a destare i sentimenti tipici di chi si avvicina a un’opera d’arte. Perché sotto le carrozzerie inconfondibili di Pininfarina, se non si celano più, come un tempo, motori derivati dalle vetture Sport-Prototipi, sono invece collocati motori più moderni; sportivi, ma di particolare concezione. Per esempio questa berlinetta Ferrari denominata 458 Italia è nata per la pista, ma è anche fatta per la strada. Ecco perché la prova di questa nuova Ferrari non si può considerare una prova normale, ma un avvenimento del tutto eccezionale: il veicolo al cui volante prendo posto, è infatti il frutto del laboratorio di ricerca avanzata in F1, poiché la Scuderia, affiancata al settore Prodotto (dove vengono realizzate le GranTurismo), consente, con le innovazioni della sua tecnologia, di spostare in avanti questi modelli, a fronte dei vari concorrenti. Quella che ci aspetta per la prova, non è una Ferrari come le altre: è un’autentica rivoluzione. Di lei è stato scritto: “un’automobile così innovativa che può essere considerata una pietra miliare nella capacità progettuale e produttiva di Maranello. Un addio al passato, un balzo verso il futuro”. Il motore a 8 cilindri è posteriore-centrale, la potenza di 570 CV, il cambio automatico a sette marce e a doppia frizione, la trazione posteriore, le sospensioni SCM a controllo magnetoreologico, e la velocità – dicono! – di oltre 325 km/h. Da notare l’utilizzo dell’iniezione diretta di benzina GDI con il sistema split injection che genera un miglioramento delle prestazioni del motore grazie all’effetto combinato del raffreddamento della carica all’interno del cilindro e dell’incremento del rapporto di compressione e del rendimento volumetrico. Grazie a questo particolare, l’elevata pressione di iniezione (200 bar) garantisce un’adeguata polverizzazione della benzina che resta ottimale fino ai 9.000 giri-motore in precedenza sconosciuti a una vettura stradale. Piccolo dettaglio, il prezzo: 197.000 euro.
UN’ARCHITETTURA INTERAMENTE NUOVA Tutte queste innovazioni, che si avrà modo di controllare nella prova su strada, derivano da una tecnologia che dal motore arriva alle sospensioni. Il motore della 458 Italia si vale dell’architettura di concezione interamente nuova, progettata con l’obiettivo di raggiungere regimi di rotazione fino a 9.000 giri, risultato fin’ora mai raggiunto da una vettura stradale con un rapporto di compressione di 12.5:1 e con una potenza di 570 CV. L’albero motore “piatto” e il particolare sistema di lubrificazione, consentono una potenza specifica di 127 CV/ l. Si tratta di un valore mai raggiunto fin’ora da una vettura di questo tipo. E pensare che i valori di coppia espressi dal propulsore superano i bassi e medi regimi di vetture come la F430 fino a una percentuale del 20%. In tal modo l’arco delle prestazioni consente una fruibilità e una prontezza della vettura a tutti i regimi di utilizzo, con una coppia massima di 540 Nm a 6.000 giri disponibile all’80% già a 3.250 giri. Tutta questa rivoluzione, mi spinge ad avvicinarmi con cautela a questa specie di “astronave” che già esteticamente si distingue per la carrozzeria disegnata da Pininfarina con un’espressione pungente, una “monobocca” tipica della tradizione ferrarista e completata con i fari a led inseriti in un design molto futurista.
IL CRUSCOTTO DELLE MERAVIGLIE A stemperare i miei timori, ecco l’ingegner Luc Torre il quale mi spiega come ciò che sembra difficile non sia poi così difficile. Mi siedo al volante della vettura (operazione meno complessa che in altre auto sportive) e mi trovo davanti il centro di quella che qualcuno ha giudicato “la migliore Ferrari della storia”. Nel volante e nel cruscotto c’è tutto. Oltre agli strumenti classici e all’indicatore di marcia innestata, all’avvisatore acustico e ai comandi dei tergicristalli, c’è anche un manettino a cinque posizioni che imposta il comportamento dinamico della vettura. La prima posizione facilita il comportamento su strada scivolosa, il secondo rappresenta il comportamento “sport”, la terza il comportamento “racing” e le altre due consentono la disattivazione del controllo di stabilità, l’uno e la disattivazione del controllo di stabilità e trazione l’altro, per quei clienti sportivi che preferiscono il “fai da te”. Più in basso sono collocati tre pulsanti: LAUNCH che consente di scaricare a terra la coppia massima in modo preciso, evitando lo slittamento delle ruote; R per l’inserimento della retromarcia, e AUTO per avviare le funzioni automatiche. Un volante “rivoluzionario” – Sul volante, e precisamente sui due satelliti alla destra e alla sinistra ci sono gli strumenti circolari di informazione. In tal modo questa Ferrari può essere guidata usando solo la gamba destra e imitando, sia pure alla lontana, un pilota di F1. Inoltre il conducente può concentrarsi “a vista” oltre il parabrezza tenendo d’occhio la strada, senza essere costretto a guardare in basso. Fattore non secondario di sicurezza. Eccomi dunque al volante della vettura, pronto ad iniziare il percorso. Ma c’è un piccolo particolare, prima che l’auto si muova: occorre girare la chiavetta di accensione, premere sul pedale del freno e infine spingere sul pulsante rosso. Manovre apparentemente complesse, ma che in pochi minuti diventano di facile assimilazione. Come mi era stato spiegato, la 458 Italia nata sulla pista, dove si esprime meglio, deve rispondere alle aspettative e alle ambizioni della clientela più sportiva, che la può utilizzare tranquillamente anche su strada. E in effetti il passaggio dalla pista alla strada conferma questa definizione. Se su pista la vettura si esprime al massimo, è su strada che si può comprendere il lavoro svolto dai tecnici per rendere questo modello… ambivalente. Percorrendo le strette strade dell’Appennino, da Maranello fino a Sestola, la guida effettuata con tutti i comandi sul volante, diventa man mano familiare. Le palette del cambio consentono, a destra del volante di salire con le marce e, a sinistra, di scalarle lasciando al cambio automatico il compito di intervenire, qualora la manovra del conducente non sia tempestiva. Impostare una curva - Con l’esperienza acquisita, la guida diventa sempre più facile e, come già detto, l’impostazione di una curva, diventa semplice e anche divertente, effettuando la manovra in piena sicurezza, senza bisogno di correzioni, non solo per la precisione del pilota, ma soprattutto grazie alla strumentazione elettronica che mantiene la vettura inchiodata al terreno. Da precisare che questo piacevole e sicuro comportamento della vettura è garantito non solo dai sistemi elettronici che agiscono sulle sospensioni, ma anche dal cambio F1 a doppia frizione che è in grado di assicurare un incremento prestazionale e un contemporaneo maggior comfort di guida, con le sue sette marce ad attuazione elettroidraulica e senza nessun convertitore di coppia.
QUANDO L’ABS È “PRESTAZIONALE”
Questa soluzione permette di usufruire di una risposta immediata grazie a valori prossimi allo zero e alla tempestiva risposta di cambiata nonchè ad altre soluzioni che esaltano e abbinano l’erogazione di coppia con l’impostazione supersportiva della vettura. In tal modo, quella che sarebbe una belva feroce tale da divorare 570 cavalli, grazie agli innumerevoli strumenti elettronici, diventa un docile animale che si lascia condurre dove e come desideriamo. Descrivere tanta grazia di Dio (che è quella che consente di guidare la 458 con tranquillità) richiederebbe molto spazio, ma posso tranquillamente dire che il conducente, quando si impadronisce dei segreti di questo modello, e comincia a sfruttarli si diverte davvero; tuttavia al primo incrocio mi sono sentito… orfano delle levette degli indicatori di direzione. Questo, perché sono inseriti nel corpo del volante in posizione inusuale, cioè collocati alle due estremità di questo tecnologico strumento. Fatto ciò, ecco che man mano imposto le curve senza il minimo sbandamento ed effettuo i sorpassi più difficili in piena sicurezza. Ciò, anche grazie all’ABS prestazionale che consente valori degli spazi di arresto di assoluto rilievo: 100-0 kmh in appena 32,5 metri. Durante il test ho provato a simulare questa frenata che, secondo l’ingegnere doveva essere molto più potente nella prima fase e più normale nella seconda. Non ci sono riuscito, ma fortunatamente o sfortunatamente, l’arrogante comportamento di un camionista e la manovra sbagliata di una signora, mi hanno consentito di controllare senza alcun dubbio quanto affermato su questo Abs. Guidare in queste condizioni ed effettuare sorpassi diventa una manovra facile, rapida e sicura, il che con altre vetture sarebbe impossibile effettuare. In conclusione la 458 Italia, grazie a tutte le innovazioni e in particolare alla curva di coppia, è davvero una vettura di cui non è facile descrivere le sensazioni: potendo, bisognerebbe provarla di persona. Ma c’è ancora un particolare: il navigatore satellitare è davvero preciso ed ha una voce che sovrasta la piacevolissima rombosità del motore. Una volta raggiunta la meta di ogni test, il guidatore non deve affannarsi a ricalcolare il percorso. Basta premere sull’apposito pulsante e si sente ben distinta la voce che informa “ritorno a casa”. E infatti, seguendo le istruzioni, chilometro dopo chilometro, ecco che riappare rassicurante il cancello sovrastato dalla scritta “FERRARI”. Che volete di più? |





