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Una sportiva vestita da Suv.

Non è una berlina “tout court” perche si comporta da sportiva, ma non è una sportiva perchè è alta come un crossover. E’ semplicemente Citroën DS4. Una vettura “fuori dagli schemi” come si confà alla gloriosa linea francese presentata per la prima volta nel 1955.

di Ettore Rungo

Roma – Da quando è nata la sigla DS di Citroën ha rappresentato più che un semplice prodotto, una filosofia stilistica totalmente rivoluzionaria. Quando passava la “Dea” non ci si poteva non fermare a guardala con tutto lo stupore di chi non ha mai visto niente di simile prima. A quasi sessant’anni di distanza la casa del Double Chevron riprendendo la sigla con DS3, ha rispolverato quello stesso stupore seppur in maniera minore, se non altro per una questione cronologica.

 Adesso il secondo atto della linea DS con una vettura da “coup de theatre” che trae origine dalla C4 ma che indossa abiti molto particolari: DS4. A una vista non attenta si presenta di fatto come una berlina compatta due volumi a 5 porte con un carattere vigoroso. Osservandola un pò meglio però, si capisce che proprio un‘auto “tranquilla” non è. Il fisico infatti viene fuori senza indugi grazie alla linea di cintura alta, un andamento spiovente del padiglione, il taglio dei finestrini da coupè, nei quali si mimetizzano le maniglie apriporta posteriori. E poi un fascio di muscoli che percorre le fiancate, i passaruota decisamente bombati e un frontale davvero “aggressivo” che ospita il logo del Double Chevron in bella mostra in cima a una bocca larga piena di cromature e inserti nero lucido e un fascio di led diurni attorno ai fendinebbia. Tutto quello che serve a una sportiva dal punto di vista estetico dunque, tranne … l’altezza da terra. Ed eccolo il “coup de theatre”: un assetto decisamente rialzato, tipo SUV, che si nota più per lo spazio nero che c’è tra pneumatico e passaruota che per altro, anche se lo sbalzo anteriore è ben accentuato. Ma allora cos’è?

A dire il vero si ha qualche difficoltà nel definirla in maniera netta all’interno di un segmento ben preciso, perché DS4 coniuga tre personalità differenti mantenendo però un equilibrio stilistico davvero apprezzabile. Di certo, la logica di una berlina con un’anima sportiva vestita da SUV potrebbe far storcere il naso a tanti, soprattutto a coloro per cui esiste “il bianco o il nero” e il “grigio” non lo considerano neppure. In realtà chi si avvicina a DS4 lo fa esclusivamente per una scelta di cuore e perché la vettura garantisce comunque una serie di soluzioni tecniche e stilistiche al top della categoria. Gli interni innanzitutto. Comodi, rifiniti, accattivanti, propongono una qualità dei materiali davvero alta soprattutto per quanto riguarda la selleria con pregiati rivestimenti in pelle dai diversi colori e lavorazioni a seconda delle versioni. Al posto di guida ci si sente come in una cabina di pilotaggio, tutto è raccolto e avvolge il guidatore tanto da farlo sentire sicuro e assolutamente a suo agio. Lo sterzo a quattro razze è bello anche se la quantità di tasti potrebbero renderlo “complicato”, la plancia è scolpita e piacevole al tatto, grazie all’utilizzo di materiali morbidi; la strumentazione è “futuristica” e in quanto tale non propriamente intuitiva, alla quale si aggiunge la possibilità di cambiare la colorazione del fondo e, addirittura, la tonalità degli indicatori di direzione. All’anteriore lo spazio c’è ed è ampio, merito anche del parabrezza panoramico che lascia entrare nell’abitacolo parecchia luce. Altrettanto però, non si può dire del posteriore: l’accesso è reso non troppo agevole dalla particolare forma a “pinna” del cristallo posteriore che impedisce un’apertura comoda delle porte. Lo spazio per le gambe e all’altezza della testa non è il massimo (questo è comunque lo scotto da pagare a favore della linea sportiva) e a questo si aggiunge a l’assenza delle bocchette di areazione e i finestrini fissi, privi anche dell’apertura a compasso. Viceversa la capacità di carico del vano bagagli è buona e i 370 litri sono ben sfruttabili grazie alla modularità del vano che tuttavia presenta una soglia d’ entrata leggermente alta.

Come detto per come è concepita Citroën DS4 è una vettura esteticamente “ibrida” e l’eccessiva altezza da terra potrebbe far pensare a un comportamento su strada troppo rilassato. Fughiamo ogni dubbio : DS4 si comporta non bene, benissimo perché rende tutto molto facile e soprattutto curva e si comporta da sportiva pure senza intaccare il confort dei passeggeri. Lo sterzo è diretto, l’anteriore è sempre “gentile” e molto intuitivo, il posteriore ben piantato a terra grazie anche all’ESP disattivabile solo sotto i 50 Km/h. Gli input dati dal conducente si traducono in reazioni rapide e precise. Si sente la strada sulla “punta delle dita”. La taratura degli ammortizzatori, infatti, privilegia il dinamismo di guida senza però trasferire all’interno dell’abitacolo troppi scossoni dati da asfalti sempre meno regolari.

Anche sotto il cofano in casa Citroën hanno fatto le cose davvero bene. La vettura da noi provata un benzina 1.6 THP da 200 cv sviluppato in collaborazione con BMW, si è dimostrata una vettura assolutamente divertente, sempre pronta fin dai bassissimi regimi, grazie ai 275 Nm di coppia e sontuosa fino al picco di giri che sfiora i 7000. Il tutto si traduce in un’accelerazione 0-100 in 7,8 secondi e una velocità massima di 235 Km/h. Per gli amanti del genere, su questa motorizzazione è presente il il Sound System, una tecnologia che tramite un canale acustico porta all’interno dell’abitacolo il “sound” del motore in fase di accelerazione grazie a una particolare membrana vibrante posta nel condotto d’aspirazione. A velocità di crociera tutto ritorna normale.

 Al lancio, DS4 propone ancora 2 motori diesel, il 1.6 HDi da 110 cv (anche in versione micro-ibrida e-HDI) e il 2.0 HDi da 160, entrambi con filtro anti particolato FAP di serie  e altri due motori benzina sempre in collaborazione con la casa bavarese, da 120 e 155 cv. Da sottolineare la tecnologia micro-ibrida e-HDI, che si fonda sulla funzione Stop&Start di ultima generazione, basata su di un alternatore reversibile che può funzionare come un motore elettrico sincrono trifase  per avviare la vettura, oltre che garantire la funzione di alternatore e recuperare l’energia in frenata. L’avviamento veloce è impercettibile ed avviene in 400 ms, la metà del tempo di un motorino d’avviamento tradizionale.

Tanta “creative tecnologie” anche a bordo di DS4. In evidenza soprattutto l’e-touch Citroën che propone 4 servizi: la chiamata d’emergenza con geolocalizzazione a una centrale operativa 24h su 24 in tutta Europa tramite la pressione del tasto “SOS”  o automatica in caso di scoppio di almeno un airbag; la richiesta di assistenza tramite il tasto “double chevron” in caso di panne; il Citroen Eco- driving che permette alla vettura di comunicare col conducente tramite internet o i-Phone (grazie all’applicazione Citroen e-Touch) per consigli utili riguardo consumi ed emissioni; infine il  libretto di manutenzione “virtuale” che on-line permette di visualizzare le scadenze di manutenzione e le eventuali operazioni da effettuare. Assolutamente “rivoluzionario”. Altrettanto ricco il pacchetto sicurezza che comprende tra le altre cose la sorveglianza dell’angolo morto (SAM), l’avviso di superamento della carreggiata, la funzione Hill Assist per le partenze in salita oltre all’Intelligent Traction Control gestisce lo slittamento delle ruote anteriori in base a diversi parametri: pendenza, coppia richiesta dal conducente, velocità di avanzamento. Pronta a porsi al vertice del segmento e “agguerrita” nei confronti delle concorrenti viene proposta con prezzi che vanno dai 20.000 ai poco più di 28.000.