| Editoriale Marzo 2011 |
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L’AUTOMOBILE AL TEMPO DELLA CRISI TRA AUSTERITÀ E AFFIDABILITÀ
di Sergio Favìa del Core
Ginevra – Se c’è un luogo ove non si avvertono i sintomi della crisi, questo è, dopo il Mondial di Parigi, il Salone di Ginevra. È una crisi un po’ altalenante poiché colpisce alcuni mercati come quelli europei, si allontana dagli Sati Uniti ed ha evitato con cura Cina, Russia, Brasile ed altri mercati asiatici e sudamericani. Da noi, in quello che è stato ed è il Vecchio Continente, siamo più lenti, più emotivi, nemmeno pronti a rialzarci e camminare. Ma del resto bisogna dire che anche molte case europee e i rispettivi manager non hanno saputo affrontare la tempesta con equilibrio e lungimiranza, né hanno saputo tenere dritta la bara del timone. Da un lato si è fatto ricorso all’austerità cercando di invogliare clienti con l’austerità: automobili modeste sia pure a buon prezzo. Dall’altro si è fatto ricorso in modo eccessivo all’elettronica. Ed ecco strumenti di ogni genere basati in modo eccessivo sull’elettronica. Non bastava il navigatore satellitare, ma ecco la possibilità di connettersi a internet e di integrare le informazioni con quelle fornite da Google Hert per poter osservare le più diverse località del pianeta. È chiaro che l’elettronica può giovare alla sicurezza. Ed ecco l’adaptive cruise control collegato allo Stop & go, ecco la pre-Sense e l’active lane assist. Di questi dispositivi ne potremmo citare a decine. Il fatto è che questi strumenti, il cui precursore è stato l’abs, sono stati studiati per favorire la sicurezza e scongiurare o attenuare le conseguenze degli incidenti. Ma il fatto che i dispositivi utili si aggiungano ad altri che potremmo definire voluttuari (come la televisione nei sedili posteriori), fa sì che spesso le centraline elettroniche non reggano all’impegno richiesto contemporaneamente da tanti strumenti.
L’ERA DEI RICHIAMI Ed ecco che tutto ciò ci ha portati in quella che qualcuno ha definito “l’era dei richiami”. Ci sono stati casi in cui le case hanno cercato di coprire il fenomeno per poi trovarsi con una bolla che all’improvviso viene a scoppiare. Ci sono stati invece molti altri casi di aziende che hanno provveduto silenziosamente e singolarmente ad informare il cliente, a richiamare la vettura, a ripararla e a restituirla senza che questo fenomeno venisse a conoscenza dei media e quindi dell’opinione pubblica, vale a dire dei potenziali clienti. Paradossalmente questa “campagna dei richiami” ha riguardato più le Case di prestigio, quelle dei modelli ribattezzati “Premium”, proprio perché, la concorrenza tra queste ammiraglie si è svolta all’insegna della grandeur. E a forza di farsi una concorrenza elettronica se ne sono poi avvertite le conseguenze negative. Se questo è avvenuto nel campo della tecnica, certamente è avvenuto in forma ancora maggiore nel campo commerciale e del marketing. Ed ecco gli sconti promozionali, le auto a km zero, i finanziamenti a zero interessi e quant’altro ha finito per turbare un mercato già di per sé sempre più instabile. La fine della crisi, secondo noi, si potrebbe avere quando sia i consumatori che i produttori mostreranno più coraggio. E sopratutto quando troveremo sui mercati automobili normali, vale a dire prive di eccessi tecnologici e vendute a un prezzo equilibrato in rapporto al valore del veicolo, favorevole per il cliente, ma anche e soprattutto remunerativo per il costruttore.
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