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Editoriale Novembre-Dicembre 2010 PDF Stampa E-mail
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IL FUTURO È PER OGGI, O INVECE PER DOMANI?

 

Al Mondial di Parigi la pubblicità reclamizzava l’esposizione con questo slogan “Le futur, maintenant”. Ma tra le nuove tendenze la maggior parte dei veicoli “elettrici”, rappresentava soltanto la realtà di domani e forse di dopodomani.

 

di Sergio Favìa del Core

 

“Le futur, maintenant”, vale a dire “il futuro è già arrivato”, questo era lo slogan che i manifesti pubblicitari propagandavano in tutta Parigi il Mondial de l’Automobile. Recandoci al Salone siamo stati notevolmente colpiti da questo slogan. E infatti, entrando nei padiglioni della Porte de Versailles, siamo stati letteralmente circondati da automobili ecologiche. In alcuni stand era esposta una vettura elettrica con il bocchettone attaccato a un simulacro di colonnina. In altri solo una vettura elettrica e poi naturalmente ecco le vetture ibride, nonché quelle a metano e gpl. Fra queste la soluzione prevalente era quella dotata di motore a benzina e di motore elettrico; mentre invece i francesi di PSA puntavano sul diesel più l’elettrico.

Se fin’ora erano soltanto i giapponesi di Toyota e Honda a disporre e quindi ad offrire vetture ibride a prezzi ragionevoli, ecco invece che ora molte altre marche hanno ritenuto opportuno presentare nei rispettivi stand vetture con questa tecnologia. Fra queste, una novità: la Prius ibrida nella versione plug-in. Quest’ultima, come si ricorderà, è un’ibrida che consente percorsi e prestazioni più ampie prevalentemente nella fase elettrica, e pur se si verifica una parziale ricarica in frenata, richiede una carica notturna con  la corrente di casa. Per ora solo Toyota ha adottato questa soluzione della Prius, ma anche altri costruttori sono in arrivo.

Problemi e vantaggi dell’auto elettrica – Ormai del motore elettrico si parla da qualche tempo, da quando le batterie agli ioni di litio hanno consentito di risparmiare spazio e guadagnare in prestazioni. Questo tipo di trazione ha compiuto un importante passo in avanti, ma gli stessi costruttori non si nascondono i problemi che ancora sussistono. Autonomia, prestazioni e quant’altro sono ormai in una fase esecutiva. Ma un conto è esporre il prototipo nel Mondial e un conto è produrre in grande serie a prezzi accettabili.

Dato che qualche marca ha annunciato il lancio commerciale entro fine anno, evidentemente avranno trovato una soluzione, ma certamente a un prezzo tale che limiterà le vendite a un numero inizialmente esiguo di clienti. Interessati all’ecologia, ma anche in grado di sopportare la spesa. Poi è chiaro che man mano il risparmio del costo dell’elettricità rispetto a quello dei carburanti tradizionali, consentirà di recuperare il forte investimento iniziale.

Girando per i vari padiglioni, abbiamo avuto l’impressione che lo slogan di cui sopra fosse un po’ troppo eccessivo. Le vetture ci sono e potranno entrare gradualmente in circolazione, ma un numero apprezzabile di clientela potrà acquistare auto elettriche fra il 2018 e il 2020. Il fatto è che l’unica vettura elettrica che noi giornalisti abbiamo i potuto provare è la Nido EV di Pininfarina con le batterie Zebra. Soltanto quando avremo provato in modo valido ed esauriente le altre vetture elettriche presentate al Mondial, solo allora potremo dare una risposta ai dubbi e alle perplessità di oggi. Per il resto il Mondial era effettivamente stracolmo di vetture ecologiche, ma fra quelle realmente commercializzate, si distinguevano le ibride. Oltre a queste, numerosa era l’offerta di gpl e, un po’ meno, di metano. Per non parlare delle ridotte emissioni di CO² che talune marche hanno ottenuto lavorando soprattutto sui motori, tra i quali spicca il Multiair della Fiat.

Interessante, molto interessante il Mondial de L’automobile di Parigi, ma per ora soprattutto per la curiosità che ha saputo destare. Se le auto elettriche non sono pronte oggi nella grande serie, speriamo che lo siano per domani. E quindi la rassegna francese è stata anche una fiera delle novità più abbordabili, come quelle dei costruttori generalisti. Se dunque il futuro dell’automobile non è per oggi, forse lo sarà per domani e magari per dopodomani. Per intanto accontentiamoci delle soluzioni presenti sul mercato e che stanno raggiungendo valori di CO² sempre più bassi, come si nota soprattutto in casa Fiat.