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Guida autonoma sempre più vicina anche per Ford, come superare i limiti umani

Nightvision-Ford-Fusion

Guidare a fari spenti nella notte potrebbe non essere più solo il testo di una canzone di Battisti, ma una realtà piuttosto concreta.

Il primo passo, almeno a livello sperimentale, è stato quello di rendere le automobili autosufficienti alla guida e quindi in grado di poter guidare se stesse, come un essere umano. Le auto a guida autonoma in fase di test sono ormai una realtà. Ma, come la storia dello sviluppo tecnologico ci ha insegnato, questo non basta: dobbiamo andare oltre e quindi far fare alle nostre auto qualcosa che noi non siamo in grado di fare: guidare nel buio della notte.
Dati pubblicati dalla National Highway Traffic Safety Administration rivelano, infatti, che il tasso di mortalità a seguito di incidenti stradali nelle ore notturne è 3 volte più alto di quello che si registra nelle ore diurne.

Ford sperimenta la tecnologia dei sensori LiDAR per la visione notturna sulla propria auto sperimentale a guida autonoma: la Fusion, la gemella americana della Mondeo.
Si tratta di un progresso importante, poiché la tecnologia LiDAR di Ford, insieme al software Virtual Driver, consente all’automobile di percorrere qualsiasi strada anche senza l’uso delle tradizionali videocamere, che senza luce sarebbero inutilizzabili. Sebbene la condizione ideale sia avere a disposizione tutti e 3 i dispositivi di rilevazione: radar, videocamera e LiDAR, quest’ultimo è in grado di funzionare anche autonomamente su strade sprovviste di illuminazione.

L’uso congiunto della tecnologia LiDAR e di mappe 3D ad alta risoluzione, complete di informazioni su strade, segnaletica stradale, geografia, topografia e punti di riferimento, edifici e alberi, consente la guida autonoma anche a fari spenti. Il veicolo usa i 2,8 milioni di impulsi laser al secondo, emessi dai sensori LiDAR, per fare la scansione, con estrema precisione, dell’ambiente circostante, consentono di creare una griglia di raggi infrarossi intorno all’automobile e quindi localizzarsi in tempo reale sulla mappa. Le capacità percettive della vettura a guida autonoma sono ulteriormente integrate dai dati forniti dal radar.

Con oltre 10 anni di sperimentazione sui veicoli a guida autonoma, Ford ora punta al quarto di livello di certificazione della guida autonoma del SAE: dove non è previsto in nessuna condizione che il guidatore prenda il controllo del veicolo.
Ne rispetto del programma Ford Smart Mobility, quest’anno, Ford triplicherà la sua flotta di veicoli sperimentali a guida autonoma, portando così il totale a 30 Fusion Hybrid autonome destinate ai test sulle strade degli Stati Uniti. (Luca Capomacchia)

I sensori LiDAR in primo piano, insieme alla maschera per la vista notturna che hanno utilizzato gli ingegneri per effettuare i test al buoi.
I sensori LiDAR in primo piano, insieme alla maschera per la vista notturna che hanno utilizzato gli ingegneri per effettuare i test al buoi.

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