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Gli Ottant’anni della Topolino

L'ingegner Dante Giacosa accanto alla Topolino
L’ingegner Dante Giacosa accanto alla Topolino

Il 15 giugno 1936 rappresenta una data miliare della storia dell’automobile italiana e nel mondo, e un avvenimento di rilievo anche nel costume e nella politica industriale del nostro Paese.

In quella data di ottant’anni fa avviene il lancio della nuova 500A. E’ la prima vera utilitaria e in assoluto la più piccola vettura al mondo, tanto da guadagnarsi il nome Topolino (“Micky Mouse”) con cui diverrà celebre.

La Fiat 500A è la scommessa vinta dal Senatore Giovanni Agnelli, fortemente influenzato dai suoi viaggi negli USA, e Dante Giacosa, uno dei più grandi progettisti del secolo scorso.

“Giacosa, il Sentaore Agnelli vuole una vettura piccola, economica, che possa essere venduta al prezzo di 5 mila lire. Se la sente  di disegnare lo chassis, compreso il motore?”. E’ da questo input che nel 1933 parte il progetto indicato come “Zero A”, sigla composta dal richiamo all’omonimo modello del 1912, prima Fiat di piccola cilindrata (12-15 HP), all’ufficio motori Avio, cui viene affidata la progettazione. Giacosa, come al solito fa miracoli: il 7 ottobre 1934 il prototipo è su strada, e raggiunge gli 82 chilometri l’ora. Si può passare alla produzione in grande serie, fino a 100 unità al giorno, al Lingotto, con la sua famosa pista sul tetto.

Il modello commercializzato nel 1936 ha un motore di 569 cc, 85 km/h come velocità massima, può ospitare due persone e 50 kg di bagaglio, e consuma 6 litri per 100 km. C’è solo un neo. Il prezzo di vendita di 8.900 Lire è lontano, quasi il doppio, a quello richiesto dal Senatore.

La Fiat 500 A Topolino davanti al Lingotto nel 1936
La Fiat 500 A Topolino davanti al Lingotto nel 1936

La 500A rimarrà in produzione per dodici anni, alla fine totalizzerà 112.00 esemplari. Nel 1948 arriva la 500B, con il nuovo motore, capace di 3 CV in più e di una velocità di 95 km/h, e arriva anche la Giardiniera Belvedere, che può ospitare una…famiglia! La “B” è però un modello di passaggio, in pratica dura solo un anno, durante il quale è costruita in 21.000 esemplari. Il boom di tiratura della “Topolino” è legato alla 500C che debutta nel 1949 a Ginevra, proponendo sostanziali cambiamenti a livello carrozzeria e meccanica. La Giardiniera, invece, riprende il look di alcune break americane, conla carrozzeria in metallo, legno e masonite. La produzione fino al 1955 è di 376.370 unità, tre volte quella della “A” e “B”, favorità anche dal prezzo di 625.000 Lire.

In definitiva, pur non realizzando la motorizzazione di massa cui aveva puntato Agnelli, cercando di ripetere il successo della Ford T, cosa che avverrà invece con la 600, progettata da Giacosa vent’anni dopo, la “Topolino” è stata la macchina degli italiani in tre fasce importanti di storia, dall’anteguerra alla ripresa economica dopo il disastroso secondo conflitto mondiale. (Franco Carmignani)

La Giardiniera con le caratteritsiche porte in legno e masonite
La Giardiniera con le caratteritsiche porte in legno e masonite

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