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Eni e Gruppo FCA insieme verso la strada low-carbon

La road-map per un’economia low-carbon oramai è stata tracciata e le indicazioni per raggiungere l’intento sono abbastanza chiare: diminuire le emissioni inquinanti delle realtà produttive di tutta l’UE, puntando sempre di più sulle energie e le tecnologie pulite, senza inficiare però sulla produttività.

Con l’incontro avvenuto in questi giorni fra FCA e l’Eni, azienda multinazionale attiva nei settori del petrolio, del gas naturale, della petrolchimica, della produzione di energia elettrica, si è di fatto segnata una tappa importante del percorso: un’intesa sottoscritta a Palazzo Chigi, fra gli amministratori delegati delle due società, Claudio Descalzi (Eni) e Sergio Marchionne (FCA), alla presenza del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Know how tecnologico ed una grande esperienza il fattor comune messo a disposizione dalle due parti, nell’intento di ridurre le emissioni di CO2 legati alla mobilità; una convergenza d’interessi necessaria al giorno d’oggi e che ha trovato diversi spunti di collaborazione da parte delle due aziende.

Primo fra tutti è quello relativo allo studio di tecniche e materiali che permettano di migliorare l’attuale stato dell’arte per il contenimento del gas naturale compresso utilizzato per le vetture a metano, focalizzando la ricerca su materiali caratterizzati da un minor peso, ed in grado di permettere un’autonomia di trasporto superiore a quella attuale. Altro punto d’incontro è stato concentrare lo studio sullo sviluppo di nuove tecnologie legate “all’automotive by gas”, come nel caso del metanolo: alcol ottenuto dal gas che, impiegato nei carburanti, è in grado di assicurare oltre il 4% di riduzione delle emissioni di CO2 (2% in fase di combustione, ed un restante 2,3% derivante dal ciclo di produzione del combustibile). Già in via di sperimentazione, questo carburante verrà utilizzato su 5 Fiat 500 Enjoy, la formula di car sharing che già aveva sancito nel 2013 un certo legame fra Eni e Gruppo FCA. A proposito di mobilità condivisa, la flotta Enjoy dal prossimo anno sarà affiancata dai furgoni Doblò dell’Enjoy Cargo, con un 20% di quest’ultima che sarà a alimentata a metano.

Da parte delle due parti (perdonate il gioco di parole), ci sarà un’apertura anche ad interventi provenienti da fuori l’Europa, come testimonia l’impegno da parte del MIT nella ricerca collaborativa di tecnologie e dispositivi in grado di permettere uno stoccaggio temporaneo della CO2 prodotta dalla vettura, prima della sua emissione nell’ambiente.

Un altro punto d’incontro del memorandum a Palazzo Chigi è stato il comune interesse alla ricerca di nuove formulazioni di carburante che non richiedano drastiche modifiche meccaniche a livello motoristico, come ad esempio combustibili Diesel biologici prodotti partendo da oli vegetali idrotrattati (HVO); quest’ultimi ricavati da varie fonti, quali olio di semi di colza, olio di palma e grassi animali, sono in grado di garantire una cospicua riduzione di CO2. Per le benzine invece si è pensato di seguire la strada volta ad aumentare i contenuti di alcoli anche da fonti rinnovabili, nonché l’utilizzo di nuovi additivi “friction reducer”.

Infine, le due società hanno concordato anche di avviare ed implementare nuove collaborazioni con Università italiane, nonché internazionali, al fine di creare e formare nuovi profili professionali per il futuro. (Lorenzo Pollini)

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