mercoledì , agosto 23 2017
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Citroen C4 Cactus, il crossover pratico ed economico.

C4 Cactus 1
Sul circuito di Misano abbiamo messo alla prova la Citreon C4 Cactus equipaggiata con il nuovo motore 3 cilindri benzina da 100 CV.

 

Quest’anno il tradizionale incontro Peugeot&Friends, attraverso il quale il marchio del Leone presenta alla stampa le novità di fine anno, si è arricchito di test di altre vetture della gamma PSA Peugeot Citroen. Di seguito vi proponiamo la C4 Cactus equipaggiata con il motore PureTech 110 CV S&S in allestimento Feel, che costa 18.500 euro.
Accomodandoci al posto di guida veniamo accolti da un ambiente piuttosto sobrio ed arioso. La sensazione che riceviamo è di sentirsi da subito a proprio agio e di avere una libertà di movimento che fa sembrare questa tuttofare più figlia della indimenticabile Mehari che delle attuali berline, progettate per fare del proprio pilota un improvvisato Top Gun circondato da consolle voluminose e ricche di tasti.
Regolando il sedile e il volante per trovare una buona posizione di guida, rimaniamo un po’ perplessi per la seduta, perché risulta piuttosto generosa in larghezza, ma avremmo preferito avere un sostegno maggiore per le gambe in lunghezza.
Avviamo il tre cilindri che lestamente si posiziona sul regime del minimo senza trasmettere vibrazioni e mantenendo una timbro vocale davvero pacato. Regoliamo temperatura e flusso d’aria in modo intuitivo dallo schermo touch screen da 7” posizionato comodamente al centro della plancia.
Frizione, prima marcia, siamo pronti a muovere verso il circuito di handling, preparato dal team del gruppo PSA Italia. Alle basse andature si apprezza la buona modulabilità della frizione e uno sterzo giustamente servoassistito; la strada che stiamo percorrendo col motore che gira agevolmente, è piuttosto malconcia ed ogni tanto, ad allietare il viaggio, spunta qualche dosso artificiale, così la Cactus dimostra doti di filtraggio poco comuni a vetture declinate ad un uso prevalentemente stradale.
Il confort rimane elevato, complice anche una imbottitura del sedile tarata al morbido.
Gli esercizi di handling trasformano questa fantasiosa protagonista del segmento C in una infaticabile mangia birilli, divertendo e sorprendendo chi ne è alla guida. Il rollio è davvero contenuto, soprattutto in considerazione dell’impostazione crossover che si è voluto dare alla vettura, il sottosterzo è limitato, evidentemente anche per merito della ridotta massa del tre cilindri, nelle secche decelerazioni il beccheggio è paragonabile a quello di berline di impostazione più ortodossa ed il motore spinge bene già ai medi regimi e si esprime in un allungo convinto al quale si associa una inebriante rumorosità gutturale tipica di questo frazionamento. Se ad un quadro così positivo uniamo un cambio a sei rapporti dal comportamento sincero, dagli inserimenti precisi e dalla mappatura ben spaziata, si capisce come un circuito nato appositamente per testare la maneggevolezza delle vetture possa facilmente trasformarsi in un parco giochi. Unico appunto la mancanza di un contagiri sul cruscotto.
Ma le danze non terminano qui, anzi.
E’ la volta del circuito in terra battuta, in stile flat track, col quale possiamo testare le reazioni della Cactus su un terreno a bassa aderenza. Qui a ben figurare è il bilanciamento complessivo, oltre alla massa del mezzo relativamente contenuta. Il divertimento è assicurato soprattutto alle basse andature dove l’esclusione manuale del sistema ESP consente facili acrobazie che si traducono in un susseguirsi di sovrasterzi e che più tardi aiuteranno a rendere indelebile il ricordo di questa assolata giornata autunnale. Superati i 50km/h, soglia oltre la quale il sistema del controllo di stabilità entra imprescindibilmente in funzione, il divertimento fa spazio alla sicurezza. In questo caso risulta davvero arduo scomporre l’assetto della nostra protagonista che in un attimo reagisce mantenendo diligentemente la traiettoria impostata.
C4 Cactus ci ha saputo sorprendere con il suo stile forse bizzarro ma anche tanto personale e soprattutto con doti dinamiche davvero consistenti che non fanno rimpiangere vetture maggiormente votate ad un utilizzo esclusivamente stradale. (Duccio Rasoini)
Ci è piaciuto di più
Confort: alta capacità filtrante delle sospensioni, rumorosità del motore contenuta.
Motore: per essere un 1200 (turbo) se la cava benissimo. Qui il downsizing ha funzionato.
Abitabilità: una vettura di 4,16m che consente a quattro adulti di viaggiare comodamente.
Ci è piaciuto meno
L’ergonomia sedili anteriori.
L’assenza del contagiri sul cruscotto.

 

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